La sanità del futuro?Sempre più digitale e radicata nel territorio
Primari, ricercatori e l’assessore regionale Donini disegnano gli scenari nella conferenza organizzata da Eurosets
Mauro Pinotti
MIRANDOLA. “Il malato nella sanità del futuro”, i futuri scenari nella gestione degli ospedali e delle cure. Di questo si è parlato ieri mattina all’auditorium Montalcini grazie a una conferenza promossa da Eurosets, l’azienda di Medolla specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di dispositivi biomedicali. L’incontro, ha visto avvicendarsi medici, professori e dirigenti del panorama sanitario italiano per immaginare il futuro in Italia. La medicina del futuro è e sarà personalizzata, a misura d’uomo, unisce qualità a sostenibilità, prevede una sanità dove le più moderne tecnologie incontrano le migliori competenze medico-scientifiche in un’organizzazione centrata sui bisogni del malato e con l’obiettivo di integrare persone, tecnologie e informazioni generando costantemente valore nella risposta ai bisogni di salute dei cittadini. «L’Emilia Romagna - ha detto l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini - ha investito con grande determinazione, al punto da avere la rete più estesa del Paese, con 126 strutture sul territorio. E sarà determinante continuare ad investire sul digitale. Nel 2020 abbiamo investito quasi 14 milioni di euro nella digitalizzazione delle strutture sanitarie. Ma il digitale è anche alleato prezioso per una vera sanità territoriale. Le nostre esperienze in tema di telemedicina ci dicono infatti che siamo sulla strada giusta, per gestire la presa in carico del paziente anche da remoto». Il prof. Massimo Massetti, direttore del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari del Policlinico Universitario Agostino Gemelli e Ordinario di Cardiochirurgia all’Università Cattolica: «Ogni sistema sanitario sta lottando per garantire la migliore qualità delle cure dovendo mantenere la sostenibilità dei costi. E questo equilibrio è sempre più difficile da preservare». A seguire l'intervento della prof. Alessia Rabini, Cardiologia Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, ricercatrice Medicina fisica e riabilitativa, Università Cattolica campus di Roma: «Il paziente viene preparato all'atto chirurgico come un'atleta ad una competizione affinché lo affronti al meglio delle proprie capacità. Questo consente di abbattere il rischio dell'intervento ed è di fondamentale importanza per garantire la rapida reintegrazione nell'ambito socio familiare accorciando i tempi di degenza ospedaliera ed i costi». Mauro Cozzoli, prof. di Teologia Morale alla Pontificia Università Lateranense e di Bioetica presso l’Università di Torino, ha posto l’accento sul «progresso, favorito dai successi della ricerca scientifica e dall’innovazione tecnologica in campo biomedico, che ha portato a traguardi considerevoli sia in termini di guarigione che di qualità della vita». —
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