Gazzetta di Modena

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Le proposte agli altri comuni 

Unione Area Nord San Felice presenta un piano di rilancio

Mattia Cocchi

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Mattia Cocchi

Durante l’ultimo anno, l’Unione dei Comuni dell’Area Nord è stata al centro di grande dibattito dopo la decisione di Mirandola di uscire. Il gruppo “Noi Sanfeliciani” propone ora ai consigli comunali dei nove Comuni, un piano per una nuova Ucman 2.0. La lista civica di centro destra, intende promuovere un nuovo progetto politico per l’Unione che dovrà essere implementato ed integrato con un’adeguata valutazione delle risorse economiche, umane e strumentali, in parte già presenti nell’Ente ed in parte nei diversi Comuni dell’Area Nord. La valutazione delle risorse dovrà essere condotta dopo aver trovato una linea politica comune e condivisa, del quale il progetto vorrebbe essere la pietra fondale. «Lo studio che viene presentato — spiega il capogruppo Francesco Pullè — nasce dalla consapevolezza che sono le decisioni politiche che determinano un Ente di secondo livello funzionale e non solo le scelte “tecniche”. La visione proposta vuole porre le basi per un vero e concreto progetto politico ed amministrativo che offra equilibrio all’Ente, ottenibile solo se tutti i comuni associati conferiranno i medesimi servizi nel rispetto di regolamenti comuni e tariffe condivise». I punti cardine su cui fondare una Ucman 2.0 più efficace e vicina ai cittadini sono diversi e t ra questi l’aggiornamento dello Statuto; l’individuazione di un’unica sede dell’Unione; il conferimento dei medesimi servizi da parte di tutti i Comuni aderenti; la rivisitazione dell’organigramma; la fissazione di un tetto alle spese correnti del bilancio dell’Ente; la quantificazione degli specifici costi unitari per i differenti servizi conferiti ed erogati, al fine di permettere alle singole amministrazioni un’analisi puntuale dei reali costi sostenuti. E ancora: la rimodulazione del calcolo dei costi effettivi per ogni servizio ceduto in convenzione in base al numero di abitanti, ma anche e soprattutto dell’effettiva utilizzazione del servizio stesso; il maggior coinvolgimento dell’Asp nella gestione di tutti servizi di pertinenza; la creazione di nuove società In-House dedicate per la gestione del patrimonio; maggiori investimenti nella promozione e nello sviluppo del territorio». —

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