«Bye bye amici del Pd mi autosospendo» E Reggiani si dimette
Saverio Cioce
Gli scricchiolii tra Tosi e Pd si erano avvertiti da tempo. Formalmente però la notizia del suo addio, anzi un arrivederci visto che si tratta di “autosospensione” come lui stesso ha puntualizzato alla Gazzetta, è stata comunicata alla segreteria del Pd carpigiano mercoledì sera.
Ma non basta. Nel tardo pomeriggio di ieri la seconda grana politica con le dimissioni di Marco Reggiani (Pd) capogruppo in consiglio comunale. Le sue ragioni non sono state rese note ieri sera nella seduta del Consiglio. «Spiegherò le motivazioni nei prossimi giorni».
E Tosi? Già nella segreteria Ds, ha promosso la nascita del Pd ed è stato in consiglio comunale dal ’95 al 2009, poi assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici nel decennio successivo.
L’opposizione ipotizza come causa del divorzio l’onda lunga delle polemiche nate sul caso Amazon, il suo appoggio al sindaco di Spilamberto, Costantini. Quest’ultimo difese delle regole imposte dalla multinazionale ai dipendenti , viene visto come una bomba.
Di più. Costantini invitò seccamente i dirigenti del Pd a occuparsi delle condizioni di lavoro di alcune cooperative spurie, finendo per incendiare i rapporti tra le due anime del partito. E Carpi?
«Illazioni, non meritano repliche - dice Tosi alla Gazzetta - La mia autosospensione è dovuta a una questione privata. Personale. Quindi non è di dominio pubblico. Se c’era un dissidio politico lo avrei motivato pubblicamente».
«Quanto al mio incarico come portavoce del sindaco - conclude - si tratta di una scelta professionale. Se non svolgo bene l’incarico Bellelli non mi confermava. Finora non ha espresso riserve».
«Tosi - punzecchia con un comunicato Annalisa Arletti (Fdi) - è considerato come il vero mangiafuoco dell’amministrazione. Rimarrà portavoce fedele e servile di un sindaco legato al Pd a doppia mandata? È palese come Fava non abbia gradito le accuse dell’asse Costantini-Tosi in merito alle cooperative spurie, su cui il sindaco di Spilamberto aveva invitato l’intero partito a ragionare. Allora ecco la vittima sacrificale, laddove un’autosospensione suona come un gentile invito a fare un passo indietro». —
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