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Giornata di lotta all’omofobia, Fratelli d’Italia contro il Deledda

Gabriele Farina
Giornata di lotta all’omofobia, Fratelli d’Italia contro il Deledda

In classe confronto con le associazioni sui temi legati alle discriminazioni sessuali Barcaiuolo: «È antidemocratico». La scuola: «Non era un incontro sul ddl Zan»

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Gabriele Farina

Da un’aula scolastica ai banchi della Regione. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Michele Barcaiuolo chiede lumi su un incontro organizzato all’istituto Cattaneo Deledda lo scorso 17 maggio. La data è simbolica perché si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. Fa da sfondo all’interrogazione il disegno di legge Zan, che introduce tutele nel codice penale contro le discriminazioni per sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità. Tra i punti nel ddl, incontri dedicati nelle scuole il 17 maggio. «A preoccuparci è che passi l’idea che in Italia lo Stato garantisca diritti diversi in base alla sessualità - l’accusa di Barcaiuolo - come teorizzato da uno degli esponenti delle associazioni presenti all’incontro. Mi chiedo quali siano questi diritti non riconosciuti. È antidemocratico». Rincara la dose Lorenzo Rizzo, presidente provinciale di Gioventù Nazionale. «Tenere un incontro con esponenti di associazioni chiaramente schierate su un tema d’attualità come il ddl Zan senza una controparte con cui sarebbe stato opportuno dialogare per dare un ventaglio più ampio di opinioni agli studenti è non solo sbagliato - attacca Rizzo - ma anche antidemocratico».

Accuse respinte dalla scuola. «Il tema affrontato il 17 maggio era strettamente legato alla Giornata internazionale - puntualizza la preside Alessandra Zoppello - e in questo preciso contesto sono stati ospitati esponenti delle associazioni che sostengono questi valori. Contrariamente a quanto affermato dal consigliere Michele Barcaiuolo di Fratelli d’Italia, non si è trattato di “un incontro a favore del disegno di legge (Ddl) Zan”, ma di un momento di riflessione sul focus di questa Giornata internazionale. Ovviamente il Ddl Zan è emerso come tema, ma in un conteso di scambio di opinioni aperto e interlocutorio, sollecitato dalle tante domande poste dai ragazzi».

Domande di cui va fiera Elisa Domenichini, insegnante nella quarta in questione. «Abbiamo dato molto spazio all’educazione civica - rivendica la docente - affrontando il razzismo e le differenze di genere, le pubblicità sessiste e gli stereotipi. I ragazzi mi hanno chiesto di parlare di “body shaming” e abbiamo incontrato una dottoressa dell’Ausl. Poi hanno chiesto di allargare il discorso sulle differenze di genere. Arcigay ha dato la disponibilità dopo aver chiesto e ottenuto il parere dalla dirigente».

Domenichini descrive un incontro «molto sobrio e professionale», apprezzato dai giovani. «Ho poi condotto un’indagine anonima sul web in cui gli studenti potevano rispondere liberamente - aggiunge la stessa docente - riscontrando un sostegno ampio». L’insegnante è sorpresa dalla mossa di FdI. «Incontri del genere sono pratiche di assoluta normalità», conclude Domenichini. —

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