Gazzetta di Modena

Modena

incitò contro i nomadi 

Hater riesce a redimersi facendo l’archivista per 400 ore in ospedale

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Si è “redento” scontando le sue colpe da haters con lavori socialmente utili. Nella fattispecie, 400 ore da archivista in un ospedale della nostra provincia. E ieri il gup ha premiato la sua volontà di recupero disponendo a suo carico l’estinzione del reato, senza andare a processo, per il superamento della messa alla prova.

Protagonista del fatto un 47enne di Modena, padre di due figli, che nel 2014 emerse come il più accanito del gruppo di haters che incitarono all’azione violenta contro una famiglia di nomadi che si era trasferita a Paganine su un terreno ad uso agricolo in via Ponte Ghiotto, sul quale venne abusivamente installata una casetta mobile con un bagno chimico esterno adiacente alla zona notte. Gli articoli pubblicati sulla vicenda, per quanto limitati alla cronaca, suscitarono su Facebook una reazione spropositata da parte di alcune persone che si scatenarono con parole di odio e di morte contro i nomadi in generale e in particolare contro quella famiglia e quell’insediamento. Ci furono incitamenti a distruggere col fuoco dell’abitazione. E così avvenne poche sere dopo: una molotov colpì il bagno chimico distruggendolo. I giorni seguenti, alla notizia dell’agguato notturno, seguirono altri commenti di odio. Da qui la decisione della famiglia nomade di sporgere denuncia, e l’apertura del procedimento.

Il 47enne rischiava molto grosso per le frasi molto compromettenti che aveva scritto. Assistito dall’avvocato Fabrizio Canuri, in udienza preliminare ha chiesto di essere messo alla prova. Il giudice gli ha dato credito e ora l’ha superata, senza altre conseguenze. —

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