Gazzetta di Modena

Modena

ceramica. la denuncia della rsu Cgil 

«Panariagroup a Fiorano sta eliminando le donne e le sostituisce solo con maschi»

Stefano Turcato

«Progressivi cambiamenti in posti storicamente occupati da lavoratrici con motivazioni surreali. Precariato diffuso»

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Stefano Turcato

Accade a Fiorano nel 2021, può sembrare anacronistico ma viene denunciato dalla rappresentanza sindacale di Panariagroup, colosso del settore ceramico, e riguarda lo stabilimento in cui si produce a marchio Lea: «Come più volte denunciato ai vari dirigenti aziendali – dicono i rappresentanti sindacali dello stabilimento – è in atto una progressiva sostituzione di posti di lavoro occupati storicamente da lavoratrici con personale di sesso maschile con motivazioni al limite del surreale e che ci riportano indietro di almeno 50 anni sul tema dell’uguaglianza di genere».

E tra gli addetti che lavorano a Fiorano questa affermazione viene confermata: «Secondo la dirigenza – dicono due operai – in certi reparti le donne non andrebbero bene perché sarebbe necessaria una determinata forza fisica ma non è vero. Laddove, per esempio, non tutti i giorni ma periodicamente vanno cambiati certi nastri succede che due o tre persone, donne o uomini che siano, possano benissimo fare ciò che serve. Le donne lo hanno sempre fatto senza problemi ma da quando è stata avviata una nuova linea dirigenziale nello stabilimento di Fiorano le donne vengono via via sostituite con lavoratori di sesso maschile».

La Rsu Cgil Panariagroup di Fiorano avrebbe voluto denunciare questo stato di cose in una data simbolica come l’8 marzo scorso: «Dopo aver subito il netto rifiuto, da parte dell’azienda – afferma la Rsu – di concederci gli spazi necessari e garantiti dal protocollo nazionale firmato nella primavera del 2020, per svolgere l’assemblea dell’8 marzo, è ripartita la campagna assembleare per informare lavoratrici e lavoratori sullo stato della trattativa per il rinnovo del contratto aziendale scaduto il 31 dicembre 2018. Anche se il tema principale all’ordine del giorno prevedeva la trattativa sul rinnovo dell’integrativo, l’assemblea ha evidenziato problemi sostanziali che dipingono un quadro generale del clima in azienda e dei rapporti sindacali». Le presunte discriminazioni nei confronti delle donne non sarebbero l’unico problema nello stabilimento: «Registriamo un ricorso sfrenato ai contratti di somministrazione – dice la Rsu – interrompendo la prassi comune in azienda del passaggio con contratto diretto Panariagroup, con il risultato di un precariato diffuso ai limiti di quanto previsto dal contratto nazionale della ceramica. Il taglio continuo di posti di lavoro con conseguente aumento esponenziale dei ritmi e carichi di lavoro. Il deteriorarsi dei rapporti sindacali e uno stallo della trattativa sul rinnovo del contratto aziendale: riscontriamo una rigidità da parte dell’azienda. Abbiamo convocato un’assemblea il 31 maggio per chiedere di votare lo stato di agitazione e il mandato pieno a coinvolgere le associazioni che operano in difesa dei diritti delle donne». Panariagroup ieri non ha rilasciato dichiarazioni su questa vicenda.—



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