Tasse locali, Imu e Cosap pagamenti a settembre
La tassa sui passi carrai e l’occupazione di suolo pubblico rinviata solo di un mese Ma i 9 milioni previsti per l’imposta sugli immobili arriveranno più tardi in Comune
Una rincorsa a ostacoli quella del comune per limitare, nei limiti del possibile, i danni finanziari del Covid. Di qui la scelta di rinviare a fine settembre le voci per le tasse sui passi carrai e le occupazioni di suolo pubblico oltre che per l’ Imu.
In tutto oltre 10 milioni di euro che slitteranno a luglio e settembre nelle casse dello Stato, ovvero la Tesoreria centrale. Così il Comune ha deciso di rinviare le scadenze per alcuni tributi .
Nel dettaglio è stato spostato al 31 luglio il termine per pagare l'imposta sui passi carrai, la cosiddetta Cosap permanente (ovvero il canone per l'occupazione di spazi e aree pubbliche), e il canone per le esposizioni pubblicitarie, come le insegne dei negozi: una misura che interessa ottomila contribuenti carpigiani, che vale 1 un milione di euro attesi nelle casse comunali.
Molto più robusto l’effetto a cascata per la scadenza Imu. La rata di acconto riservata ai Comuni, diversa dalla quota riservata allo Stato, va pagata entro il 30 settembre.
In questo caso si tratta di 19 mila carpigiani: in totale 9 milioni di euro che potranno essere pagato quattro mesi più tardi.
«C’è una novità rispetto al 2020 - spiega il Comune - L’anno scorso serviva un’autocertificazione e giustificare lo stato di necessità, ovvero la pandemia, per pagare oltre la scadenza senza incorrere in sanzioni. Quest’anno invece il provvedimento è stato esteso d’ufficio a tutti, automaticamente. Non c’è nessun documento da presentare ai nostri uffici».
Un bel risparmio di lavoro pure per gli uffici comunali che evitano di archiviare e mettere in ordine 19 mila pratiche dall’esito scontato. Dettaglio non secondario: a favore della delibera che sancisce il rinvio dei pagamenti hanno votato a favore tutti i gruppi politici in consiglio, nessuno escluso.
«Approvazione all’unanimità, siamo soddisfatti - commenta l’assessore al Bilancio, Mariella Lugli - Abbiamo potuto farlo anche grazie a una politica coerente e a bilanci solidi. Due esempi credo che spieghino meglio di ogni discorso il nostro agire. Primo, dal 2007 non abbiamo fatto aumenti sull’Imu. In secondo luogo sui bilanci del 2020 e 2021 non ci sono state variazioni sulle tariffe dei servizi. Poi ci sono stati tanti altri provvedimenti che attenuano, rinviano o eliminano provvisoriamente i piccoli tributi. Ma quello che mi preme sottolineare è la fedeltà fiscale dei miei consittadini che mi rende orgoliosa di essere carpigiana. L’anno scorso, in piena pandemia, i versamente sono stati regolari, la fedeltà fiscale molto alta, come sempre».
Se si prende la lente d’ingrandimento si scoprono i dettagli finanziari dell’operzione. Per 1.500 contribuenti, ovvero i capannoni industriale e le attività produttive, l’Imu pagata da Carpi si traduce 3,6 milioni che vanno allo Stato e 960 mila euro al Comune, mentre per quello che riguarda la grande parte dei contribuenti che paga per una seconda casa, un garage e simili, le entrate a ammontano a 6,7 milioni.
Soldi disponibili in autunno anzichè in estate. Il bilancio quindi caminerà come sempre: 50 milioni per la parte corrente e 20-30 per investimenti. Salvo entrate straordinarie dai fondi europei. —
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