Gazzetta di Modena

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L’INCHIESTA SULLA tragedia di PRATO 

Bastavano 40 centimetri di plastica per evitare la morte di Luana

Paolo Nencioni PRATO.
Bastavano 40 centimetri di plastica per evitare la morte di Luana

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Lui dice di non aver disattivato il sistema di sicurezza, ma la domanda diretta non gliel’hanno ancora fatta. Mario Cusimano, 59 anni, il tecnico indagato con l’accusa di aver rimosso le cautele anti-infotunistiche sul macchinario tessile dell’Orditura Luana di Montemurlo dove lo scorso 3 maggio ha trovato la morte la giovane operaia Luana D’Orazio, è stato interrogato ieri dal sostituto procuratore Vincenzo Nitti, titolare delle indagini. Un confronto andato avanti per due ore alla presenza dei tecnici del Dipartimento di prevenzione dell’Asl e del difensore Stefano Camerini.

Il giorno dell’infortunio mortale lo stesso Cusimano, sentito come testimone dagli ispettori dell’Asl, fece mettere a verbale che lui non aveva messo mano ai dispositivi di sicurezza dell’orditoio. Ieri però questa domanda non gli è stata fatta. Gli verrà fatta in seguito, quando la Procura avrà in mano i risultati della perizia tecnica sul macchinario. Intanto è stato sentito quasi come un consulente, lui che nel settore lavora da 35 anni, prima in Germania e poi in Italia, anche per conto della Karl Mayer, l’azienda costruttrice dell’orditoio. Cusimano si è presentato come un riparatore più che come un manutentore e ha spiegato che non è poi tanto difficile disattivare le sicurezze, agendo sulla meccanica e sul sistema elettrico. Lo può fare anche un normale elettricista. Ha tenuto poi a chiarire che lui non si occupa delle parti elettriche. Chiarimento che potrebbe avere un certo peso, visto che sull’orditoio “gemello”, già esaminato dai tecnici, risulterebbe più di un intervento sul sistema elettrico.

Secondo il suo avvocato, Cusimano non sarebbe stato tenuto a segnalare a qualcuno l’eventuale manomissione dei sistemi di sicurezza. Non avrebbe insomma avuto l’obbligo di certificare che il macchinario era a norma.

L’ultima volta che ha visto l’orditoio killer è stato forse a novembre. In quella data, se è vero quanto ipotizza la Procura, la saracinesca protettiva dell’orditoio era già stata disattivata e la macchina funzionava senza quella protezione (lo potrà confermare solo la perizia tecnica).

Ma Luana D’Orazio – questo un altro punto sul quale si è incentrato l’interrogatorio – non è finita dentro il “subbio”, il rullo dove si avvolge il filato. È rimasta incastrata nel mozzo che fa girare il rullo. Sarebbe bastata una protezione anche di plastica larga 40 centimetri per salvarle la vita. Quella protezione non è prevista sugli orditoi Karl Mayer, anche perché cambiando le dimensioni del rullo dovrebbero cambiare le dimensioni della protezione, e sembra non sia la prima volta che accade un infortunio simile.

Questo potrebbe preludere alla convocazione in Procura dei rappresentanti del costruttore, gli stessi che ora sono chiamati a decifrare i codici estratti mercoledì dai consulenti tecnici della Procura e delle parti, una sorta di “scatola nera” dalla quale si può ricostruire l’attività dell’orditoio al momento dell’incidente.

Intanto però la famiglia di Luana fa sapere di essere in possesso di un file audio, un “vocale” su Whatsapp inviato il 30 aprile da Luana al fidanzato nel quale la giovane si lamenta perché c’è tanto lavoro e lei è sola, aggiungendo che il macchinario non funziona bene, «è tutto tronco». L’audio non è stato depositato agli atti dell’inchiesta e non è chiaro se possa spostare i termini della questione. La Procura guidata da Giuseppe Nicolosi per ora è concentrata sulla ricostruzione della dinamica dell’incidente, in particolare per stabilire se l’infortunio si è verificato nella fase di avvio del macchinario, come pensano gli avvocati difensori, o in quella terminale. Anche su questo una risposta arriverà dalla perizia tecnica. Al momento non è previsto un interrogatorio dell’altra indagata, la titolare dell’orditura, Luana Coppini, che insieme a Cusimano è accusata di omicidio colposo e rimozione dolosa delle sicurezze. —



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