Modena. Falcone, Borsellino e il “Confine” della loro eredità
MODENA Il 28 maggio alle 18.45 presso il dipartimento di Giurisprudenza di Modena (via S. Geminiano 3) si è svolto “Confine”, azione performativa che affronta la delicata questione dell’eredità di Falcone e Borsellino a 29 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio; firmata dalla dottoressa Ester Russo, giudice di lungo corso presso il Tribunale di Modena, la performance vede in scena Mariagrazia Portera, l’attore professionista Marco Marzaioli e Ester Russo per la regia di Tony Contartese, direttore artistico della Scuola di Formazione al teatro e alla danza Sted di Modena.
«L’eredità più grande di Falcone e Borsellino è la presa emotiva che la storia di questi due comuni magistrati, divenuti eroi loro malgrado, ha nei confronti dei giovani, nonostante il tempo trascorso dalla loro morte - sostiene Russo - La gioventù del presente vive un drammatico vuoto di valori, ampio quasi quanto il “pieno” della tecnologia oggi a sua disposizione, e proprio per questo i nostri giovani sono affamati di esempi di vita provenienti dagli adulti, che spesso purtroppo rispondono distrattamente a tale esigenza. La storia esistenziale e professionale dei due giudici può perciò essere grandemente utile a quei ragazzi che hanno innata la pulsione verso il senso di giustizia e di legalità e può sorreggerli più di quanto non si pensi, in quello che potrebbe sembrare un cammino segnato dall’utopia. Falcone e Borsellino, pur da morti, hanno la forza di risvegliare le coscienze e costituiscono un faro per le anime cristalline dei ragazzi, una luce perenne da seguire, nell’oscurità etica che caratterizza purtroppo le società di questo secolo».
Il testo scritto da Russo è nato quale espressione di prosa letteraria. In seguito, si è pensato di poterlo adattare per la rappresentazione teatrale; complice il lockdown, gli attori ed il regista si sono incontrati più volte da remoto al fine di discuterne insieme e di pianificare il lavoro futuro e appena è stato possibile sono iniziate le prove in presenza. «Il lavoro è cresciuto “per sottrazione”, secondo le indicazioni del regista Tony Contartese che ha ritenuto di non accentuare gli aspetti scenografici e coreografici, nella messa in scena di fatti, quasi inesistenti, al fine di valorizzare la potenza evocativa del testo - prosegue Russo - Nel Modenese, ci saranno altre repliche per la stagione estiva il 18, 19, 20 luglio presso il teatro Temple di Sassuolo».
“Confine” nasce dall’impellenza di cercare risposte, di mettere in chiaro i ricordi, dal desiderio profondo di “mantenere viva la memoria”. «Nell’ottica di una formazione globale dell’individuo come quella cui si mira in università, in cui si tengano presenti l’orizzonte delle conoscenze, delle competenze, delle capacità comunicative dello studente ma anche del suo profilo di cittadino attivo, partecipe e consapevole, proposte come “Confine” sono essenziali - afferma Mariagrazia Portera, docente presso l’Università di Firenze che unisce alla docenza universitaria la passione per il teatro - Grazie all’intreccio tra conoscenza disciplinare, accurata ricostruzione storica e quella partecipazione emozionale che solo il teatro riesce a garantire, gli studenti hanno la possibilità di “veder accadere sulla scena”, di “sentire intimamente” fatti e dinamiche che hanno rappresentato degli snodi cruciali per la vita sociale e politica del nostro Paese. Soprattutto per un giovane giurista in formazione, questa forma di teatro sociale consente un connubio prezioso tra sfera mentale delle nozioni e sfera emotiva della partecipazione».
Molto attento a questi aspetti, lo Sted, con Tony Contartese e Marco Marzaioli, è attivo da anni con il progetto “Classi In Scena”, che unisce teatro a tematiche sociali ed è rivolto agli studenti delle scuole modenesi. L’università di Modena e Reggio Emilia, attraverso le attività di formazione rivolte agli studenti della Fondazione Collegio San Carlo, propone da tempo progetti di performatività e temi sociale; “Confine” si inserisce originalmente all’interno di questa scia, dosando con sapienza fatti, grazia della prosa e accadimento sulla scena. «Anche presso l’Università di Firenze, dove lavoro è in corso un bel progetto di didattica innovativa, “Processi celebri in Biblioteca”, realizzato dalla Scuola di Giurisprudenza dell’Università e che mira a mettere in scena processi famosi della storia, da Socrate a Galileo, come attività di learning-by-doing - conclude Portera - Si tratta, insomma, di una modalità originale di “sentire e pensare insieme”, che, con “Confine”, trova nel teatro la sua espressione più autentica e pertinente». —
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