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«Panaria è da sempre orientata a rispettare la parità di genere»

«Panaria è da sempre orientata a rispettare la parità di genere»

L’impresa nega che ci siano state discriminazioni in base al sesso e riguardo al precariato ribadisce: «Contratti di somministrazione secondo le leggi vigenti» 

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Le contestazioni della Rsu Cgil dello stabilimento di Fiorano, diffuse con una nota nella giornata di giovedì, hanno suscitato ieri la reazione del Gruppo ceramico finalese Panaria, che ha comprensibilmente voluto chiarire la propria posizione sui temi lanciati dai sindacalisti.

La Rsu Cgil aveva sottolineato «una progressiva sostituzione di posti di lavoro occupati storicamente da lavoratrici con personale di sesso maschile con motivazioni al limite del surreale e che ci riportano indietro di almeno 50 anni sul tema del’uguaglianza di genere». Poi aveva rincarato la dose delle contestazioni all’azienda parlando di un presunto eccesso di ricorso al precariato: «Registriamo un ricorso sfrenato ai contratti di somministrazione – ha affermato la Rsu Cgil – interrompendo la prassi comune in azienda del passaggio con contratto diretto Panariagroup, con il risultato di un precariato diffuso ai limiti di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale della ceramica. Si aggiunge uno stallo della trattativa sul rinnovo del contratto aziendale dove riscontriamo una rigidità da parte dell’azienda decisa ad imporre la discussione solo su argomenti che le interessano».

Questa la replica di Panariagroup con il testo del comunicato diffuso ieri.

«In relazione all’articolo comparso sulla Gazzetta di Modena del 28 maggio, Panariagroup smentisce fermamente tutte le illazioni riportate che considera pertanto destituite di ogni fondamento. In particolare, Panariagroup sottolinea come la condotta aziendale sia da sempre concretamente orientata al rispetto della parità di genere, in linea, peraltro, con gli impegni condivisi anche con la Filctem Cgil in occasione del recente rinnovo del Ccnl di settore sul recepimento dell’accordo interconfederale per la prevenzione delle molestie e delle violenze nei luoghi di lavoro. Tali impegni sono stati inoltre condivisi e riconfermati nel corso delle trattative per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. Panariagroup – continua l’azienda – nel rispetto delle prerogative e delle agibilità sindacali che da sempre riconosce, contesta la ricostruzione in merito al presunto rifiuto di concessione dell’assemblea dell’8 marzo. La richiesta in questione, infatti, oltre ad essere stata apertamente affrontata nell’ambito di un confronto con Filctem Cgil e la RSU in data 5 marzo, è stata successivamente gestita nel pieno e massimo rispetto delle norme di legge e dei Protocolli nazionali e aziendali di sicurezza vigenti, coerentemente con il contesto di ritorno a “zona rossa” della regione Emilia-Romagna. Ne è dimostrazione il fatto che a tale incontro ha fatto seguito, nel pomeriggio della stessa giornata, l’affissione in bacheca di un comunicato sindacale con il quale la Rsu informava i lavoratori del rinvio a data da destinarsi dell’assemblea. Non corrisponde al vero anche quanto riportato circa l’utilizzo dei contratti di somministrazione che avviene invece nel rispetto delle norme di legge vigenti ed in un contesto di oggettiva stabilità occupazionale».

«Panariagroup, inoltre, pur confermando la propria vocazione verso corrette e costruttive relazioni industriali, registra come simili prese di posizione, gravi nella forma quanto nei contenuti, abbiano l’unico obiettivo di creare strumentalmente un clima di sfiducia e di aperta conflittualità. L’azienda infine ricorda il proprio impegno continuo e convinto sui temi di responsabilità sociale, testimoniati da logiche strutturali come ad esempio la stabilità nelle relazioni con i dipendenti (i contratti a tempo indeterminato rappresentano il 97% del totale degli occupati del Gruppo), ma anche da iniziative specifiche come il Fondo di Solidarietà che nel corso della crisi Covid-19 dello scorso anno ha visto i dirigenti di Panariagroup devolvere il 20% della propria retribuzione trimestrale a beneficio dei colleghi impattati dalla cassa integrazione». —



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