Rabbia a S. Eusebio «Tragedia evitabile»
Bartoli: «Ho filmato per un anno il traffico della doppia curva È pericolosissima, altri incidenti gravissimi e non si fa nulla»
Mattia Vernelli
SPILAMBERTO. «È stata una tragedia annunciata».
Non ci sono eccezioni nelle voci dei residenti di Sant’Eusebio, le cui case si affacciano sul luogo della tragedia consumata sulla Provinciale 16, dove ha perso la vita il trentaseienne Fabio Ferri.
Chi vive lì da anni sostiene che lo scontro frontale tra i due camion non è altro che l’inesorabile conseguenza della massiccia circolazione di traffico pesante in un tratto stretto e pericoloso, già teatro di diversi incidenti e che ha già fatto in passato altre vittime.
«È una doppia curva pericolosissima e senza visibilità – denuncia Giancarlo Bartoli, uno dei residenti della zona – Per giunta viene percorsa sempre a velocità inverosimili. Ho filmato per più di un anno il traffico davanti a casa mia: le ruote dei tir passano costantemente oltre la riga bianca del ciglio della strada e quando si incrociano due camion gli specchietti si sfiorano di pochi centimetri».
«Nel corso di dieci anni - prosegue con foga - si sono verificati quattro incidenti gravissimi, tre proprio qui davanti. Non ci sono dossi né lampeggianti, non c'è proprio nulla. Il Comune di Spilamberto e la Provincia si rimpallano le responsabilità, ma non sono mai venuti a verificare il problema».
Ennio Pesamosca è un altro testimone della scena terrificante che si è trovato davanti giovedì pomeriggio.
«Ho sentito il camion sferragliare quando le ruote sono uscite dalla strada, e qualche secondo dopo il boato allucinante dell’impatto – racconta – Sono subito accorso per poter dare una mano, davanti a me si è presentata un’immagine terrificante, il ragazzo era completamente sfigurato. Non è il primo incidente mortale che avviene su questa strada».
La soluzione che lui e i residenti si aspettano però viene contestata aspramente.
«L’unica risposta della Provincia è stata quella di aspettare il completamento della Pedemontana – continua Bartoli – Ma qui si continua a morire». E la Pedemontana non rappresenta la soluzione finale al problema, almeno non per il tratto dove è avvento l’incidente.
Una volta usciti da Modena Sud i camion sono infatti costretti a passare per Spilamberto, e di conseguenza anche per Sant’ Eusebio.
Per deviare realmente il traffico pesante occorre il raccordo tra la rotonda su via San Vito funzionale ad Amazon con la zona di Sant’Eusebio, che assorbirebbe tutti i camion usciti dal casello autostradale; un intervento che data la grande onerosità fatica ad entrare nell’agenda del sindaco.
«Servono somme consistenti – spiega Costantini – Stiamo dialogando con la Regione e la Provincia per il progetto preliminare dell’intervento. Attualmente l’unica soluzione è di allargare la carreggiata e mettere dei guardrail, come fatto sulla Vignolese. Il signore che abita sulla strada era venuto in ufficio comunale per denunciare la situazione e la necessità di mettere dei dossi per rallentare il traffico, ma su una strada provinciale di dossi non se ne possono mettere. Davanti a una dinamica del genere è difficile dire che un metro in più avrebbe potuto fare la differenza. Ora è il momento della solidarietà ai familiari e alle persone che stanno vivendo questa tragedia». —
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