«Noi inascoltati per troppi anni Ora anticipare la dismissione»
«Sarebbe facile, in occasione delle vicende di questi giorni, fare ironia su quelle forze della maggioranza che, anche durante la discussione in Consiglio di qualche settimana fa, ci accusarono di inutili e ingiustificati allarmismi. Ma non è il momento dell’ironia. Piuttosto, è il momento delle decisioni e delle risposte». Così il gruppo M5S sul caso Fonderie: «E’ dalla scorsa consiliatura che il M5S solleva il problema e chiede misure molto semplici - spiega il consigliere Giovanni Silingardi - ovvero anticipare il più possibile la chiusura di quello stabilimento, posto in una zona residenziale, per ricollocarlo in una zona adeguata, e installare, nel frattempo, una centralina permanente per monitorare la situazione ambientale. Ma è dalla scorsa consiliatura - incalza Silingardi - che il M5S è rimasto inascoltato, e, anzi, pure accusato di inutili allarmismi. I partiti della maggioranza hanno votato contro e stigmatizzato la nostra posizione, salvo poi, qualche giorno dopo, presentare un’interrogazione con cui chiedono se “è ipotizzabile una chiusura anticipata”. Sarebbe facile fare ironia, ma preferiamo ribadire le preoccupazioni e le richieste che, finora inascoltati, stiamo proponendo, in modo documentato e sulla base di dati, da due consiliature. Se si fosse dato ascolto al M5S forse certe problematiche che hanno dovuto subire i cittadini si sarebbero evitate. Ma, soprattutto, spiace rilevare come a non essere stati ascoltati siano stati i tanti cittadini che si sono rivolti alle istituzioni senza avere adeguate risposte».
Sul caso interviene anche la Lega: «Lo stop temporaneo alle Fonderie - spiega il capogruppo Alberto Bosi - dimostra che purtroppo c’era e c’è tuttora un problema di emissioni in quell’area, come più volte da noi denunciato. Per questo abbiamo presentato in Consiglio una mozione per chiedere di anticipare la chiusura delle Fonderie salvaguardando però i posti di lavoro come promesso dal sindaco in campagna elettorale. Il Pd, come capita spesso, ha bocciato la nostra proposta dicendo che i valori erano nella norma, salvo poi presentare, la settimana successiva, un’interrogazione dove chiedeva la stessa cosa che chiedevamo noi».
A commentare è anche lo stesso gruppo Pd: «Bene la prosecuzione dei monitoraggi fino alla dismissione dell’impianto - sostiene il gruppo dem - ma il rispetto e la fiducia per le autorità competenti va ribadito sempre, non solo quando fa comodo». Il Pd rifiuta, dunque «di sottostare alla narrazione vincenti-perdenti: ci sono regole chiare, e le regole vanno rispettate». I dem chiedono inoltre alla proprietà delle Fonderie il rispetto degli impegni presi in sede di protocollo riguardo la delocalizzazione e ristrutturazione aziendale: «Dobbiamo far sì che non siano i lavoratori a pagare il prezzo più alto - chiudono i dem - è tempo di avviare una fase partecipata per la condivisione del modello di sviluppo urbanistico dell’area, è necessario guardare al futuro». —
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