Modena. San Giovanni Bosco: La scuola è viva, collabora e si mette in gioco
Sara Terenziani
un grande esempio di rinascita dopo un periodo difficile, che parte proprio dalla scuola e dagli studenti. «Non partecipavo ad un evento in presenza da oltre un anno, questo è un segnale di resilienza. La pandemia ha segnato le nostre vite e insegnerà a mettere in gioco creatività e passione. Questo progetto è un grande dono, realizzato in sinergia tra grandi e piccoli», afferma Silvia Menabue, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Modena
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MODENA La scuola primaria San Giovanni Bosco ha inaugurato i nuovi spazi di apprendimento dedicati agli alunni della scuola e realizzati da altri studenti della classe 5B indirizzo Design della Ceramica del Liceo Artistico Venturi.
Si tratta di un grande esempio di rinascita dopo un periodo difficile, che parte proprio dalla scuola e dagli studenti. «Non partecipavo ad un evento in presenza da oltre un anno, questo è un segnale di resilienza. La pandemia ha segnato le nostre vite e insegnerà a mettere in gioco creatività e passione. Questo progetto è un grande dono, realizzato in sinergia tra grandi e piccoli», afferma Silvia Menabue, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Modena.
Di fondamentale importanza in questo ultimo anno è stata la cura degli ambienti. «Voglio sottolineare il valore dell’attenzione per il bello, ma soprattutto l’importanza della collaborazione: quando si lavora tutti insieme con un obiettivo comune, i risultati arrivano», continua l’Assessora con delega all’Istruzione Grazia Baracchi.
Tanta è la gratitudine verso chi si è impegnato direttamente per la realizzazione di questo progetto. «Abbiamo creato uno spazio chiamato Officina delle Idee, con tante attività per i bambini, il cui scopo principale è essere inclusivo e permettere a tutti di esprimere le loro personalità in molteplici linguaggi, dal riciclo, alla falegnameria fino all’arte». Gli studenti del Venturi sono stati capaci di dare voce a questo desiderio unendo le figure di Geppetto e Einstein, simboli di laboriosità, genialità ed esplosione delle idee, creando un angolo di comunicazione», spiega la coordinatrice del progetto e insegnante della scuola elementare San Giovanni Bosco, Morena Pederzoli.
Per la preside della scuola primaria, Anastasia Cantile «la scuola, grazie al duro lavoro e al sostegno costante delle istituzioni, è stata all’altezza di questo progetto. E’ stato fatto il possibile, nonostante la pandemia, per permettere alla didattica di continuare e spazi come questi sono molto importanti, educano alla cultura del bello i bambini che vengono dai contesti più degradati e accolgono gli alunni disabili, che hanno fatto dei laboratori qui anche a marzo quando le scuole sono rimaste chiuse.
Le sfide per il futuro sono numerose: «Siamo impegnati nella reinvenzione di vari ambienti, mai come ora la scuola è stata oggetto di innumerevoli risorse, che non devono essere sprecate, perciò ci impegneremo per sfruttarle al meglio», continua la preside.
Un grande contributo è stato offerto dal Comitato Genitori, che ha costruito le fondamenta del progetto: «Noi abbiamo creato la tela su cui dipingere, ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza i maestri, le maestre e i ragazzi. Spero che idee come queste vengano riproposte un po’ ovunque».
Ma i veri protagonisti di questa impresa sono i ragazzi, accompagnati dai loro insegnanti: «È bello sentirsi al servizio della scuola e creare spazi di apprendimento per bambini con bisogni speciali, che necessitano di un luogo dove passare le ore scolastiche, ma anche dove sentirsi a casa - dice Luigia Paolino, preside del Venturi - Sono contesti importanti per far emergere le competenze e noi come scuola abbiamo cercato di ritagliare maggior tempo possibile per le attività di laboratorio», conclude.
Dalle parole degli studenti emergono difficoltà, ma anche grande senso di collaborazione: «È stato un lavoro complesso, abbiamo iniziato lo scorso anno ma il Covid ci ha fermati, abbiamo ripreso ad ottobre per concludere a gennaio. Nonostante ciò, partendo dal progetto di una mia compagna, tutta la classe ha sempre lavorato insieme in armonia».
«La più grande soddisfazione di fronte al lavoro completo? Essere stati in grado di realizzare qualcosa per bambini speciali, non per noi, in un momento così difficile. Vedere che questo ambiente è vivo e li aiuta ad apprendere è un modo per avvicinarci e comunicare con loro, sarebbe da riproporre assolutamente”, racconta la studentessa del liceo Venturi Francesca Guadagnuolo.
Questi progetti devono essere soprattutto un modello per il futuro: «E’ un esempio di come si debbano perseguire le cose, mai come ora è necessario investire moltissimo per abbattere le disuguaglianze e ritrovare un senso di appartenenza, di comunità», sottolinea il sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli. —
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