Ancora sciopero alla Riese ex Navigare
“Più che Navigare è… Naufragare”. I lavoratori della Manifattura Riese, conosciuta in tutto il mondo con il marchio Navigare sono sul piede di guerra. Ieri c’è stato un nuovo sciopero di otto ore davanti ai cancelli dello stabilimento e davanti alla sede di Navi Group in via Cattani, dove ha sede il socio detentore del 20 per cento, la famiglia Brunetti, fondatrice dell’azienda. «Se in presenza del blocco dei licenziamenti, senza ragioni apparenti, si procede a un licenziamento collettivo di 80 lavoratori, cosa accadrà dopo il 30 giugno?», si chiedono gli addetti, otto dei quali sono presenti in azienda, insieme ai colleghi dei 13 negozi in tutta Italia e ai sindacalisti Cgil Filctem Sergio Greco (nella foto), Filcams Valerio Spinelli e Roberto Giardiello di Femca Cisl. I lavoratori hanno anche fatto volantinaggio.
Alla sede della Navi Group è arrivato il proprietario, Massimo Brunetti che, incalzato, non ha fatto commenti né sul presidio né sulla situazione in cui versano i lavoratori, licenziati da un momento all’altro, né sulle sorti del marchio. In più, si sono verificati problemi con il preavviso. «Una lavoratrice che voleva andare via si è trovata di fronte l’azienda che ha preteso il preavviso – commentano Greco e Spinelli – Siamo intervenuti subito e tramite Confindustria ci hanno fatto sapere che non è più necessario il preavviso. È inaccettabile, però, che la proprietà licenzi e non voglia trattare. I lavoratori chiedono risposte concrete». «Il sottrarsi al confronto fa pensare che dietro ci sia qualcosa di poco chiaro – rimarca Giardiello – La proprietà ha acceso una miccia, in luglio scadranno i 75 giorni dopo i quali potranno licenziare se non ci sono soluzioni». In rappresentanza della comunità carpigiana, che è vicina ai lavoratori, ieri mattina ha fatto tappa al presidio anche il sindaco Bellelli. — S.A.
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