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la decisione 

Incendio al poligono di tiro In due finiscono a processo

F.D.

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Volontari che hanno dedicato il loro tempo libero alla gestione di una struttura individuata anche dalle forze dell’ordine e dall’Accademia come il posto dove allenarsi sugli spari; volontari che però finiranno a processo per incendio e disastro colposo. Lo ha stabilito il giudice dell’udienza preliminare, dottor Andrea Scarpa, condividendo la richiesta del pubblico ministero, Giuseppe Amara. A nulla sono serviti i tentativi degli avvocati difensori del presidente del poligono di Cibeno e di un direttore di tiro, rappresentati dai legali Giorgio Bigarelli e Francesco Varvaro. Non si è costituita alcuna parte civile, ma potrebbe farlo il Demanio – responsabile della struttura – in occasione del processo.

Al gup Scarpa i legali hanno prospettato la totale e professionale dedizione dei gestori all’impianto, che veniva pulito in continuazione e che rispettava tutte le prescrizioni. In quel giorno del novembre 2018, però, uno sparò provocò una fiammata che innescò il devastante incendio. A quanto è stato appurato da alcuni approfondimenti tecnici c’era della polvere da sparo che nel tempo si era accumulata negli alveoli dei pannelli speciali, posizionati tra le varie corsie. Nessuno aveva mai segnalato la necessità di una approfondita pulizia degli alveoli che invece hanno accelerato la diffusione del rogo. Inoltre – è la tesi difensiva – la struttura è aperta con una gigantesca finestra e sul poligono c’è una assicurazione che pagherà la ricostruzione ex novo. Perché appena sarà possibile partirà il cantiere e Cibeno riavrà un gioiellino sportivo dopo un disastro su cui bisognerà accertare le responsabilità in fase dibattimentale e nel quale nessuno è miracolosamente rimasto ferito, salvo piccole lesioni con prognosi limitatissima. —

F.D.

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