Gazzetta di Modena

Modena

Meucci, Baggi e Tassoni Le scuole modenesi simulano il processo

Gabriele Farina
 Meucci, Baggi e Tassoni Le scuole modenesi simulano il processo

3 MINUTI DI LETTURA





Meucci in difesa, Tassoni in attacco, Baggi al… giudizio. Le scuole modenesi si schierano contro l’evasione. Merito del progetto “Fisco e legalità”, giunto alla nona edizione. Il processo simulato a distanza è l’ultima tappa di un percorso lungo un anno scolastico. Un sentiero di incontri con avvocati, magistrati e rappresentanti delle forze dell’ordine li conduce alla prova finale: mettersi in gioco in tribunale. La rappresentazione digitale ricalca un caso giudiziario. Tre esponenti della quinta M dell’istituto carpigiano Meucci difendono nel processo simulato gli interessi di una società, ricorsa in appello. Il trio dell’istituto carpigiano adopera espressioni tecniche quali «oppugnazione» e «dimostrare l’infondatezza di un argomento».
I tre devono sostenere la posizione di un’azienda che si occupa di affittare auto sportive. Il compito del trio è dimostrare ricavi minori rispetto a quelli contestati. I ricorrenti muovono così in un’arringa basata sulla contrapposizione tra condizioni ideali e reali, prove di banco della vettura e consumi effettivi con più persone a bordo, litri di carburante utilizzati con parsimonia e frenate a tutto gas per godere delle prestazioni dell’auto sportiva in questione. «La difesa del ricorrente chiede che la commissione possa accogliere il ricorso», l’appello finale.
Il microfono spetta dunque all’Agenzia delle Entrate, rappresentata nel processo simulato dal liceo Tassoni. I tre studenti-avvocati ripercorrono le carte ottenute dalla Guardia di Finanza. Il contraltare giudiziario riparte da documenti e incontri con la società. I giovani ipotizzano «maggiori ricavi non contabilizzati» e presentano «controdeduzioni» rispetto a quanto esposto in precedenza dal trio del Meucci. Tornano così passaggi tecnici quali le percorrenze chilometriche, le decurtazioni per gli spostamenti logistici, i contributi annui.


La tesi della parte resistente incontra pochi punti di contatto con l’omologa resistente. In tal modo, le conclusioni sono quasi diametralmente opposte. «Chiediamo di condannare la ricorrente a pagare con le spese maggiorate del 50 per cento», l’ultimo appello degli scientifici geminiani. A tre giovani dell’istituto sassolese Baggi l’ardua sentenza. «Il ricorso va accolto», anticipa Chiara Manzo in veste di presidente del collegio giudicante, completato da Benedetta Giovanardi e Alice Paganelli. Assistono alla lettura della sentenza magistrati e avvocati, componenti della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate. La studentessa-togata ripercorre le questioni sollevate dalla parte ricorrente con un tono deciso e termini quali «illegittimo avviso di accertamento» o «elementi presuntivi che non hanno idonea efficacia dimostrativa».


Il ricorso è dunque accolto con la compensazione delle spese. Le tre prove forensi dei giovani sono salutate dagli applausi degli adulti. «I ragazzi si sono messi in gioco - commenta Luigi Vaccari, preside del Meucci - e sono emersi bellissimi interventi. Complimenti a tutti i ragazzi e ai docenti che li hanno preparati. Il progetto rappresenta un modo autentico di fare scuola, trasmettendo conoscenze e competenze». «È importantissimo lavorare sull’educazione tecnica al senso di legalità», l’eco di Mariacristina Grazioli, dirigente del Baggi di Sassuolo.

«Gli studenti devono avere fiducia nello studio - la ricetta di Alessandro Turchi, avvocato e docente Unimore - Lo studio è un punto di riferimento centrale per i professori, gli avvocati, i giudici, i funzionari».
I rappresentanti delle forze dell’ordine apprezzano. «Spesso il disvalore delle violazioni tributarie non è percepito affatto - rimarca Lucia Iafolla, capitano della Guardia di Finanza - o non è percepito con la gravità dovuta».
«Il progetto è un’esperienza esaltante che i giovani riescono a vivere - il tributo di Sabato Riccio, vicario del questore - in compagnia dei docenti. Così si migliorano le attività formative». «A breve inizieremo a proporre “Fisco e legalità” a Bologna oltre che a Reggio e Ferrara», anticipa Mirella Guicciardi, avvocato vicepresidente della Commissione tributaria provinciale e presidente dell’Associazione magistrati tributari, le due “colonne” del progetto. —
<SC1038,169> RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google