Gazzetta di Modena

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le infrastrutture 

Tutti i ponti sono rifatti e pure a prova di sisma

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L’immagine è rimasta impressa in tutti coloro che hanno vissuto i giorni del terremoto ma anche chi ha assistito alla tragedia da lontano: le mezze righe del cavalcaferrovia di San Felice disallineate per lo spostamento del fondo stradale dovuto alle scosse. È stata quella foto una delle immagini simbolo del terremoto di nove anni fa e, nello stesso tempo, dei danni riportati a infrastrutture del territorio dell’Area Nord, con ponti inagibili a lungo e poi soggetti di importanti lavori di consolidamento.

E per il ripristino di quei ponti danneggiati dal sisma la Provincia ha speso oltre sei milioni di euro, messi a disposizione in gran parte dalla Regione, nell'ambito delle risorse per la ricostruzione.

L'investimento maggiore ha riguardato la costruzione del nuovo ponte di ponte di Bomporto (oltre quattro milioni di euro), inaugurato nel 2017, letteralmente sostituito con uno nuovo (che però architettonicamente è quasi una fotocopia di quello precedent) poi sono stati ripristinati il ponte storico di Concordia, realizzato dalla Provincia nel 1884, il ponte Motta a Carpi, il ponte Pioppa a San Possidonio, come detto il cavalcaferrovia della linea Bologna-Verona a San Felice sulla circonvallazione, il viadotto sul Panaro della tangenziale a Finale Emilia, il ponte Palata Reno sempre nel territorio finalese, il ponte ferroviario di Mortizzuolo a Mirandola, il sottopasso ferroviario Bologna-Verona a Quarantoli, sempre a Mirandola, il ponte sul canale Diversivo a Canaletto. —



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