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Berlusconi: «Per Roma e Milano no a mestieranti della politica»

Berlusconi: «Per Roma e Milano no a mestieranti della politica»

SI FA SENTIRE Il LEADER DI FORZA ITALIA CONVALESCENTE  

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Roma. Silvio Berlusconi torna in pista. Lo fa parlando con il quotidiano di famiglia – il Giornale – dalla villa di Arcore dove è convalescente per una brutta ricaduta conseguenza del Covid che aveva contratto l’estate scorsa.

Il leader di Forza Italia parlando del suo stato di salute dice di stare «gradualmente migliorando», che in ambito sanitario «la svolta c’è stata» e «possiamo vedere finalmente un po’ di luce in fondo al tunnel». Poi si concentra sulla politica sottolineando come «i buoni rapporti stabiliti da Mario Draghi negli anni in Europa gli saranno d’aiuto» perché «i rapporti internazionali sono fatti anche di credibilità e fiducia personale» come «io ho fatto per molti anni» e «sono rapporti che durano anche oggi», assicura Berlusconi.

Del governo Draghi dice: «È un’anomalia destinata a durare fino a quando l’emergenza non potrà dirsi davvero superata» e poi «la politica tornerà a far emergere le naturali distinzioni». Poi rilancia il suo slogan preferito: meno tasse per tutti, e dice: «Se l’Italia esce dall’emergenza sanitaria grazie ai vaccini, non esce dall’emergenza economica se non ripartono occupazione e consumi e se le aziende non tornano a fare utili», perciò «tutto questo non accadrà mai se il 60 per cento della ricchezza prodotta viene incamerata dallo Stato con le tasse».

Su Salvini: «Ha evidenziato una difficoltà che esiste: se con la sinistra siamo avversari politici da trent’anni» e «ci sono questioni di fondo molto importanti che ci dividono», tuttavia «questo governo deve fare cose importanti in materia di giustizia e fisco: senza non si esce dalla crisi».

Sul sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e il presidente della Liguria Giovanni Toti, Berlusconi dice che l’operazione per far nascere il nuovo partito Coraggio Italia «mi ha rattristato perché fa l’opposto di quello che sarebbe necessario: unire le forze per rilanciare una grande area liberale, cattolica, europeista, garantista, del governo del Paese» mentre «tutti i tentativi di frammentazione hanno avuto vita breve e nessuna prospettiva politica».

Giorgia Meloni? «È una risorsa importante» ma il futuro presidente del Consiglio mier «se governerà il centrodestra, lo sceglieranno come sempre gli elettori, decidendo a quale partito dare più voti».

Intanto il centrodestra è ancora in cerca di candidati sindaco per Roma e Napoli. Una ricerca che sta portando via settimane perché, sottolinea Berlusconi, «è difficile trovare candidati se li cerchiamo come li vogliamo noi: non mestieranti della politica, ma persone che con la loro storia personale abbiano dimostrato capacità di lavoro, serietà, concretezza, esperienza da mettere al servizio della collettività».

Al momento lo stallo resta, con il leader della Lega Matteo Salvini che evita di cerchiare in rosso la data del prossimo 8 giugno. «Se martedì sarà decisivo? Sarà un giorno come altri. Quando sceglieremo, lo diremo» taglia corto, ribadendo che «ci sono 3-4 donne e uomini in gamba sia su Roma che su Milano». Per la Capitale sembra ormai si sia giunti a una partita a due: da un lato il “tribuno della radio” Enrico Michetti (sostenuto da Fratelli d’Italia) , dall’altro la giudice minorile Simonetta Matone (sostenuta da Forza Italia). Più nebulosa la questione nel capoluogo meneghino dove tra i tanti fatti c’è anche quello di Mariarosa Racca, presidente di Federfarma. —



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