Modena I ragazzi del Fermi a tu per tu con le aziende
Quattordici gruppi di ragazzi di quinta, dei due indirizzi automazione e telecomunicazioni, 14 aziende modenesi dei due settori. L’istituto tecnico industriale Fermi ha celebrato il secondo “Factory Day”, promosso dalla scuola modenese con la partecipazione di un centinaio di studenti prossimi al diploma e delle aziende Kernel, Doxee, Graf, Pulsar, System Logistics, Eurosystem 2000, Sir, Fogliani, K Labs, Emilcom, M.D. Micro Detectors, Infolog, LM e Ragtag.
MODENA Quattordici gruppi di ragazzi di quinta, dei due indirizzi automazione e telecomunicazioni, 14 aziende modenesi dei due settori. L’istituto tecnico industriale Fermi ha celebrato il secondo “Factory Day”, promosso dalla scuola modenese con la partecipazione di un centinaio di studenti prossimi al diploma e delle aziende Kernel, Doxee, Graf, Pulsar, System Logistics, Eurosystem 2000, Sir, Fogliani, K Labs, Emilcom, M.D. Micro Detectors, Infolog, LM e Ragtag.
Sotto la supervisione delle professoresse Lorena Marassi di sistemi e reti per telecomunicazioni e Anna Maria Prandini che insegna elettronica nel corso di automazione, i ragazzi e le ragazze del Fermi hanno incontrato tutte le aziende: «Abbiamo deciso di scommettere sulla possibilità di realizzare questo appuntamento ed è andata bene – sottolinea la stessa Anna Maria Prandini - Appena siamo usciti dalla zona rossa abbiamo iniziato a organizzare e siamo molto soddisfatti, sia della risposta delle aziende che dei ragazzi. Gli incontri sono stati preceduti da un seminario sulla situazione della robotica industriale tenuto da Flavio Marani di Ts Robot».
Il Fermi, nonostante l’orario pomeridiano, è pieno di studenti che entrano ed escono dalle aule dove vengono effettuate le presentazioni: «E’ sicuramente interessante soprattutto per chi ha intenzione di lavorare da subito – spiega Luca Bedini, un ragazzo di quinta -, conoscevo solo un’azienda, è stato molto utile vedere da vicino tante realtà».
«Mi aspettavo di conoscere tante aziende, purtroppo a causa del Covid non abbiamo potuto fare alternanza nelle imprese – fa eco Francesco Manicardi – alcune mi hanno sorpreso positivamente, con una in particolare sono intenzionato ad approfondire». Serena Salendi puntualizza: «La giornata è molto utile perché possiamo conoscere tante realtà». Patrick Pelloni è d’accordo: «E’ molto interessante vedere che molte aziende prendano anche diplomati, onestamente non mi aspettavo tante possibilità differenti per poter lavorare una volta completati gli studi». Conclude Maria Zanardi: «C’è un enorme numero di lavori che è possibile svolgere dopo il diploma, non dover fare per forza l’università è interessante. Pensavo che ci fossero poche possibilità lavorative, invece è possibile scegliere tra una vasta gamma di opportunità».
Anche le imprese hanno vissuto in modo positivo il pomeriggio. Riccardo Massi, di Kernel sistemi, si è diplomato appena dodici mesi fa proprio al Fermi, insieme a lui c’è Linda Mammi: «Kernel produce elettronica per l’automazione industriale. Siamo qui per cercare nuove leve e i ragazzi mi sembrano molto interessati, siamo contentissimi di Riccardo e stiamo cercando altri bravi diplomati».
Anche Stefano Cozza è un ex studente del Fermi e ingegnere lavora alla Sir nel reparto ricerca e sviluppo, sempre nel settore dell’automazione industriale: «Quello che ho imparato al Fermi mi hanno aiutato molto sia all’università che in ambito lavorativo. La giornata è utile per noi e speriamo anche per gli studenti: c’è posto anche per i periti nella nostra azienda, non è un requisito quello della laurea, l’importante è avere voglia di imparare e di mettersi in gioco». Gianmarco Rusticelli, di Eurosistem 2000, è una azienda informatica: «Abbiamo voglia di investire nei giovani, oltre all’alternanza scuola lavoro prendiamo anche ragazzi che facciano lavoro estivo e siamo disponibili a seguirli anche durante il percorso universitario».
Il Factory Day è stato un successo ma, proprio un paio di giorni prima, il Fermi ha conquistato un altro successo, in questo caso in un vero concorso organizzato da Esero Italia a Molinella, il “CanSat Italia” in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana e di quella Europea.
L’obiettivo era realizzare e lanciare una vera e propria sonda fino a mille metri di altitudine con un razzo a due stadi, costruito durante 35 ore di intenso lavoro nelle ultime settimane. I ragazzi di automazione Fermi, coordinati dalla professoressa Prandini, si sono cimentati nella finalissima con altri due istituti, il liceo scientifico modenese Tassoni, arrivato secondo in questa sorta di derby, e l’istituto Olivetti di Ivrea, mentre altre tre squadre (una di Rimini, una di Roma e il Corni di Modena) hanno dovuto rinunciare per le difficoltà nel terminare il lavoro a causa del Covid. —
<SC1038,169> RIPRODUZIONE RISERVAT
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
