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Dopo sette anni fumata bianca: l’asilo è intitolato alle suore

Daniele Montanari
Dopo sette anni fumata bianca: l’asilo è intitolato alle suore

La scuola di Renno dedicata alle Piccole Suore di santa Teresa del Bambin Gesù Dal 1954 al 1975, oltre a insegnare ai bambini, educarono un’intera comunità

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Daniele Montanari

Pavullo. L’asilo di Renno è finalmente intitolato alle “Piccole Suore di santa Teresa del Bambin Gesù”, a conclusione di un iter durato sette anni, e passato anche attraverso cocenti delusioni. Ma tutto è bene quel che finisce bene, e lunedì lo scoprimento della fatidica targa all’ingresso è stato salutato dalla soddisfazione generale. E con profonda emozione da suor Mariarosa Novello, che ha sottolineato come questo sia il primo riconoscimento istituzionale per la congregazione, originaria di Imola.

Da qui nel 1954 tre suore giunsero in questo paesino montano, noto per la sua celebre pieve, per gestire l’asilo infantile fondato dai fratelli Tonini e amministrato allora da un’Opera Pia sorta per la gestione del patrimonio lasciato dai due benemeriti. Le suore si distinsero subito per la dedizione che riservavano ai bambini, ma anche per il loro attivismo. Andarono ben al di là dei loro doversi scolastici, svolgendo un’importantissima funzione educatrice nei confronti della gente di campagna. Insegnarono alle mamme cucito e alcuni segreti per tenere dietro ai bimbi e all’economia domestica. Ma svolsero per gran parte dei paesani anche una funzione propriamente didattica, insegnando l’italiano. Ma si distinsero anche sul lato ricreativo, organizzando piccole “gite” che accrebbero il senso di comunità. Finché nel 1975 l’Opera Pia non fu soppressa e la gestione dell’asilo non passò al Comune.

Il ricordo delle suore però è rimasto indelebile, tanto che nell’autunno 2014 la raccolta firme promossa dal consigliere Davide Venturelli e da Antonietta Celli per chiedere l’intitolazione ottenne 175 firme: quelle di tutti i capifamiglia. Ma nel giugno 2016 la proposta fu bocciata dal Consiglio di Circolo didattico, con la motivazione che non si poteva intitolare una scuola statale a religiose. Nel 2017 Venturelli ripresentò la proposta: passò in Consiglio comunale e poi è arrivato l’ok del Provveditorato.

Adesso finalmente l’epilogo, in una cerimonia a cui ha partecipato anche il prof Andrea Pini, con una dettagliata ricostruzione storica. «Sono molto contento che siamo arrivati al risultato – sottolinea Venturelli – è un riconoscimento dovuto a chi ha fatto del bene a un’intera comunità. Un ringraziamento particolare a Pia Brugioni del Comune, che seguì con dedizione tutto l’iter, e Antonietta Celli, con cui ho fatto la raccolta firme. E grazie anche ad Angela Pietroluongo, che da assessore all’Istruzione subito appoggiò la proposta».

«Questa intitolazione è qualcosa di doveroso ed estremamente sentito – rimarca l’attuale assessore all’istruzione Ornella Ongari, presente col collega Camatti, il sindaco e il presidente del Consiglio Cintori – il riconoscimento di come la scuola e la didattica, anche quella verso i più piccoli possano essere davvero il nucleo propulsivo di una comunità». —

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