Bike to work, battuta d’arresto Quattro ditte fuori dal progetto
L’assessore Liberi: «Non capiamo la scelta di non continuare nell’iniziativa ma stiamo lavorando per recuperare. Le norme regionali sono macchinose»
Stefania Piscitello
Se n’era parlato già a febbraio, quando i consiglieri Pd Capitani e Lenzotti avevano presentato un’ interrogazione in consiglio comunale con cui avevano chiesto all’amministrazione se fosse stato prorogato il termine di scadenza dell’avviso pubblico e quale fosse lo stato dei lavori della posa di portabiciclette sul territorio sassolese.
Del progetto “Bike to work” e delle varie diramazioni si è tornato a discutere nel corso dell’ultimo consiglio comunale, in risposta a un’interrogazione presentata dalla consigliera dem Serena Lenzotti. Allo stato attuale, sono diverse le novità.
In precedenza le realtà ad aver manifestato l’interesse per il progetto erano una decina; in buona sostanza sono previsti contributi per gli spostamenti casa-lavoro in bici invece che con l’auto. Ma dopo la proroga del progetto fino a fine settembre, sancita dalla Regione il 9 marzo, il Comune è riuscito a sottoscrivere sei accordi. Le adesioni sono dunque diminuite, e l’amministrazione comunale, al momento, sta cercando di capirne le ragioni.
«Alla base – spiega l’assessore all’ Urbanistica e all’Ambiente Ugo Liberi – potrebbero esserci le modalità troppo complicate di adesione. È tutto molto macchinoso. Alcune aziende potrebbero non avere avuto abbastanza adesioni da parte dei dipendenti e anche questa potrebbe essere una motivazione, così come potrebbe esserlo il fatto che noi abbiamo molti residenti che lavorano fuori Comune».
Ipotesi, sottolinea Liberi: l’amministrazione ora cercherà di dialogare con le aziende per sciogliere i nodi visto che nei Comuni vicini le adesioni sono in crescita.
«Proveremo a capire – prosegue – se possiamo fare qualcosa in più nei limiti della normativa regionale. Da parte nostra vogliamo continuare a lavorare per incentivare gli spostamenti in bici attraverso una serie di interventi».
«Sempre in quel bando – aggiunge – era previsto un finanziamento a parte per le infrastrutture. Abbiamo optato per portabiciclette e un pò di segnaletica proprio per dare una maggiore comodità. Causa Covid abbiamo avuto qualche ritardo ma ci stiamo arrivando proprio perché era una cosa prevista in quell’iniziativa “Bike to work”».
Si lavora anche sulle ciclabili. Da poco è stata ultimata quella della zona di Borgo Venezia, località Quattro Ponti, fino al centro di Sassuolo. A breve, probabilmente entro fine dell’estate, dovrebbero iniziare i lavori che porteranno alla realizzazione della ciclabile di via Mazzini, a collegamento del comparto Cisa-Cerdisa, in fase di realizzazione, fino al centro. C’è un’altra idea su cui si sta studiando: la realizzazione di una ciclabile sul cavalcavia del Ponte da Verrazzano, vicino all’Esselunga, a collegamento dei nodi di via Radici e via Vittime 11 Settembre.
«È una carreggiata di una larghezza anomala, è larga ma non abbastanza per fare quattro corsie. Stiamo ipotizzando di ridurre la sezione stradale e fare su un lato una ciclabile. Occorre studiare il tutto perché il ponte inizia con una rotonda e finisce con un’altra rotonda. Si tratta di un tratto con qualche pericolo potenziale per chi si muove in bici perché la larghezza della carreggiata invita le auto ad andare forte e quindi vorremmo realizzare una sezione protetta per i cicli». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
