«In questo disastro spesi soldi pubblici per 300mila euro»
«Finché lasciamo che un’associazione fanatica e oscurantista abbia peso in città, e in Procura, si producono dei disastri. Le istituzioni non sono senza strumenti di controllo: se i chioschi sono o non sono adeguati non lo decidono Losavio o Giovanardi, ma la commissione per la qualità architettonica e del paesaggio del Comune e la Soprintendenza: lì ci sono i tecnici che hanno competenza. Non il Giovanardi di turno».
L’ex assessore Daniele Sitta è un fiume in piena dopo la conferma, anche in Appello, dell’assoluzione .
« Hanno causato il blocco del parco in quella situazione per anni, senza servizi, con danni enormi alle attività economiche – rimarca – Un parco diventato preda di spaccio e cose poco lecite. Per non parlare delle spese che graveranno sulle tasche pubbliche: oltre 300mila euro e vedrà che ho arrotondato per difetto. I danni alle attività economiche sono immensi, poi».
Sitta è furioso: «Solo dei conservatori potevano sostenere che i chioschi non dovessero avere servizi minimi, come servizi igienici che prima non c’erano, o che quando si fa da mangiare servano cucine a norma e il personale debba avere spogliatoi. Sono richieste di un Paese civile, ma Losavio emette sentenze e Giovanardi specula. I cittadini, spieghiamolo a Italia Nostra, devono avere un motivo per andare in un parco. Se un bambino dopo aver giocato sulle giostrine vuole un gelato, non gli posso dare una sberla. Occorre un servizio. Alla sera i giovani non possono vagare avanti e indietro: serve un luogo per socializzare».
«Spero – conclude l’ex assessore – che Lido Park e altri nei prossimi mesi possano trovare le condizioni per sistemarsi e riaprire. Come si è visto i chioschi che hanno aperto non hanno portato nessuna distruzione ambientale». —
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