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cerimonia con sindaco e militari dal sudamerica 

Quando i soldati brasiliani arrivarono a liberare Sassuolo

Alfonso Scibona
Quando i soldati brasiliani arrivarono a liberare Sassuolo

In prima fila Romano Levoni, che oggi ha 91 anni. Fu il primo a scendere a fianco  delle truppe sudamericane Fu in prima linea a 15 anni

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Alfonso Scibona

Il sindaco Francesco Menani, la vice Camilla Ninzoli, gli assessori Ugo Liberi, Corrado Ruini e Sharon Ruggeri hanno celebrato ieri la liberazione della città con il contributo dei militari brasiliani.

Assieme a loro i rappresentanti di Alpini, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, volontari della sicurezza, Pubblica Assistenza.

Il protagonista, ancora una volta è stato il 91enne Romano Levoni, in gioventù detto anche il “Balilla”, uno che a meno di 15 anni si fece talmente notare dagli alleati brasiliani che uno di quegli ufficiali gli chiese di andare con lui in Brasile, che ne avrebbe chiesto l'adozione.

Ma Levoni rifiutò e rimase in città a continuare le sua vita con la famiglia e gli amici.

In prima fila il colonnello André Luiz dos Santos Franco, addetto militare del Brasile presso l'ambasciata brasiliana a Roma, che insieme al sindaco e a Levoni ha deposto una corona al monumento sulla rotonda di via Circonvallazione, all’altezza dell’incrocio con viale Della Pace, che ricorda i “Pracinhas”.

Era questo il nome dei militari brasiliani, 35 mila in tutto i soldati in Europa, che nel 1944 arrivarono in Italia per combattere a fianco delle forze alleate e liberare il Paese dall’occupazione nazifascista e che svolsero un ruolo determinante nella liberazione di Sassuolo.

«Sono stato il primo a varcare la Linea Gotica e ad entrare a Sassuolo il 23 aprile 1945 – ha detto Levoni – Ancora oggi, alla mia età, sono qui per ricordare i miei amici brasiliani, americani e tutti i compagni di battaglia, che hanno combattuto per la libertà non solo per la nostra zona, ma anche lungo tutta la Linea Gotica. Ricordo con piacere quel giorno che da Maranello, con una bicicletta prestata da una donna che mi fece promettere di riportargliela, arrivai a Sassuolo, unico tra tutti, per festeggiare la liberazione. Sento il dovere di esserci sempre e fare un plauso anche a coloro che hanno attraversato l'oceano per darci la libertà».

Dopo la cerimonia gli ospiti sono stati ricevuti in municipio. —



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