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FRASSINO, a fontanaluccia 

Ceramica Alta, colpo di scena stop ai fondi per la ripartenza

Saverio Cioce
Ceramica Alta, colpo di scena stop ai fondi per la ripartenza

La società finanziaria di Legacoop concede il prestito da un milione  ma lo vincola ad un versamento preventivo di 500 mila euro per l’azienda 

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Saverio Cioce

FRASSINORO. Come l’araba fenice, la Ceramica Alta era già pronta a ripartire pronta a ripartire un mese fa ma pochi giorni fa è arrivata la doccia fredda.

Dopo tanti annunci e speranze, tra la decina di dipendenti pronti per la ripartenza, è arrivata la notizia di un cavillo amministrativo che rischia di mandare all’aria il castelletto del finanziamento da Fondcoper 1,5 milioni.

Chi nutriva, dopo due anni di sforzi, la speranza di coltivare la macchina organizzativa per rilanciare la “più alta ceramica d’Italia”, è rimasto senza parole quando ha scoperto che tutto è fermo.

In poche parole ecco che cosa è accaduto.

Piano industriale, spazi di mercato, credito tra fornitori e committenti, ci sono e questa competitività è stata riconosciuta da tutti i soggetti coinvolti nei due anni che sono passati dal momento della liquidazione.

Lo scoglio principale alla concessione del mutuo è pure stato superato due mesi fa, quando si è conclusa la procedura dell’acquisto dal Tribunale di quello che era rimasto: marchio, muri e cataloghi, un forfait di 300 mila euro. L’azienda fondata nel 1969 da Arturo Ghini, dopo una prima fase scintillante negli anni ’80 e ’90 grazie al boom del settore, ha conosciuto nell’ultimo decennio solo i tentativi di salvataggio, compreso il cambio di proprietà con la costituzione degli ultimi quattordici dipendenti in forma cooperativa. Il nodo ora è quello dei capitali freschi per passare alla fase due, ed è qui che è scattato l’inghippo.

Con il disco verde da parte di Fincooper sembrava che il 70% del milione e mezzo richiesto dovesse essere acquisito. Peccato però che deve esserci il 30% restante già versato dai soci sul conto corrente dell’azienda. Da dove tirar fuori ora quasi mezzo milione di euro? I primi fondi dei finanziatori e dei soci sono serviti per i macchinari.

E ora? I nuovi impianti per la nuova linea di produzione di piastrelle di piccolo formato, molto richiesti dal mercato di fascia medio-alta e appannaggio dei rivali spagnoli, sono bloccati in attesa di conferme.

E questa sarà la settimana decisiva. Se non si sbloccherà la situazione per via amministrativa con la società finanziaria di Legacoop il progetto di rilancio rischia di andare all’aria. Si chiuderà per sempre e basta.

Del resto il fabbricato di Ceramica Alta quest’inverno ha pagato anche il prezzo alle abbondanti nevicate, con una parte della tettoia crollata sotto il peso del manto accumulato. Serve quindi un prolungamento e un ingrandimento della parte coperta, per far spazio ai macchinari nuovi, nel caso ci sia il miracolo del finanziamento. —



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