Il Giardino Ducale splende La città ritrova il suo gioiello
Terminato il restauro, l’area torna a disposizione dei sassolesi in attesa da tempo Ieri la giornata di gala con i visitatori che hanno potuto ammirare lo stile Barocco
Elena Corradini
Sono trascorsi molti anni da quando la Soprintendenza di Bologna ha ravvisato l’esigenza di salvaguardare il Parco e il Giardino Ducale da interventi che ne minacciavano l’indiscusso valore storico, culturale e paesaggistico. Forse tutti questi anni non sono passati invano perché ora l’amministrazione comunale ha concluso l’intervento di riqualificazione del Giardino Ducale degli obelischi che ha presentato ieri nel piazzale della Rosa antistante la facciata principale del Palazzo Ducale.
Oltre al presidente della Regione Bonaccini erano presenti il sindaco di Sassuolo Menani, il presidente della Provincia Tomei, la direttrice delle Gallerie Estensi Bagnoli e numerose autorità civili e militari. Grazie a un finanziamento di 478mila euro ottenuto dal Comune di Sassuolo nell’ambito del progetto “Ducato Estense” del Ministero della Cultura è stato riqualificato il Giardino Ducale degli obelischi, un’ampia area prospiciente la facciata meridionale del Palazzo Ducale che collega il parterre della grande terrazza con il Parco Ducale. Il progetto, coordinato dalle Gallerie Estensi di Modena con la collaborazione della Soprintendenza di Bologna e del Segretariato Regionale e realizzato dallo studio Progettisti Associati Sassuolo Vincenzo Vandelli e Gaetano Marzani con lo studio Genius Loci dell’agronomo Eraldo Antonini, ha privilegiato la rievocazione della percezione di un giardino Barocco, non potendo più ricreare, a causa della lacunosa documentazione, il giardino settecentesco, come prevede la Carta di Firenze dei giardini storici del 1981. Nel Giardino Ducale due obelischi, equidistanti dal lungo asse centrale orientato nord-sud che collega, prospetticamente, la facciata meridionale del Palazzo al Casino del Belvedere, fungono da doppio centro per uno schema radiale con il quale si sviluppano i vialetti pavimentati secondo uno schema prospettato a metà del Settecento da Pietro Bezzi, architetto ducale. I lati del vialetto sono stati delimitati da aceri e olmi, già presenti nel giardino settecentesco, ma in varietà dalla chioma di forma fastigiata, a cui sono stati aggiunti peri ornamentali (Pyrus calleriana “Chanticleer”), caratterizzati da chioma regolare al fine di mantenere un assetto geometrico e, al tempo stesso ridurre le spese manutentive. A delimitare il giardino dalla parte occidentale un filare di pioppi, già documentato nel Settecento.
«Questo primo recupero – ha precisato la direttrice Martina Bagnoli – fa parte di un più ampio progetto di recupero che nei prossimi due anni interesserà il fronte sud del Palazzo Ducale, finanziato per 4.200.000 euro. Il progetto è finalizzato sia a consolidare e rifunzionalizzare il fronte che si affaccia su Giardino e Parco Ducale con la terrazza e la sottostante “vasara” progettate da Bezzi, sia a ripristinare, attraverso la riapertura del loggiato centrale, il sistema di visuali originali che dal Palazzo permettevano di traguardare il Casino del Belvedere».
Responsabile del progetto, affidato allo studio di architettura Isolarchitetti di Torino, è Emanuela Storchi della Soprintendenza di Bologna, supportata da Elisa Fain delle Gallerie Estensi. Il recupero del Giardino Ducale degli obelischi, che ha restituito ai sassolesi una storica area verde, ha un indiscusso valore culturale, paesaggistico e sociale, al punto che ora partiti politici di diverso colore ne rivendicano la paternità. —
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