La storia inizia nel ’700 e arriva fino a oggi
Il Giardino e il Parco del Palazzo Ducale di Sassuolo fanno parte di un complesso unitario fin dal Seicento, da quando Francesco I d’Este su progetto di Bartolomeo Avanzini trasforma la rocca in una residenza di grande prestigio. A metà del Settecento la facciata meridionale del Palazzo, il parco e il giardino prospicienti vengono risistemati nell’assetto che, pur con trasformazioni, lacune e riduzioni dovute alle urbanizzazioni, è arrivato fino ai nostri giorni. Il progetto, voluto dal duca Francesco III d’Este, viene affidato all’architetto e scenografo veneto Pietro Bezzi che trasforma il complesso di Sassuolo in un unicum di grande imponenza destinato al diletto e alla caccia: circa otto-dieci chilometri di lunghezza per una larghezza variabile tra uno e due chilometri. Bezzi, aveva ripreso lo schema del giardino della reggia di Versailles, modello di riferimento dei giardini di corte del Seicento e di buona parte del Settecento e già adottato da Francesco III, in età giovanile e non ancora duca, nella costruzione del residenza di Rivalta nel reggiano. Il giardino di Sassuolo si raccorda, per la prima volta, sull’esempio di Versailles e Rivalta, al Palazzo tramite una terrazza con scalinate di collegamento, progettata da Bezzi . Al di sotto della vasta terrazza era stata ricavata una “vasara”, locali di ricovero invernale per le piante coltivate in vaso. Ai piedi della terrazza il parterre prossimo al Palazzo, contornato da vasi di agrumi, aveva al centro una fontana ed era circondato da murature e delimitato dal canale di Sassuolo, al di là del quale si estendeva il Giardino degli obelischi, ora recuperato e riaperto al pubblico. —
E.C.
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