«Scuola, o si interviene o resta la Dad»
Il comitato Pas all’attacco: «Se non si studiano soluzioni su precarietà e spazi perderemo sempre più qualità»
Paola Ducci
«È passato un anno ma ancora, sul fronte scuola, non si sono trovate soluzioni ai soliti temi», tuonano dal comitato modenese di Priorità alla scuola (Pas) che oltre ad essersi battuto per la scuola in presenza ha sempre cercato di tenere accesi i riflettori sui problemi più caldi della ripartenza tra cui l’eliminazione delle classi pollaio, di cui tanto si parla in questi giorni.
«Se non diamo un taglio alla precarizzazione del lavoro nelle scuole – specifica la portavoce modenese di Pas Manuela Ciambellini – al numero di studenti per classe, se non interveniamo incremento spazi e potenziando i trasporti e se non aumentiamo il numero dei docenti, non solo la scuola continuerà a perdere di qualità, ma ci sarà una categoria di studenti, soprattutto quelli delle scuole superiori, che probabilmente a settembre di nuovo non potrà tornare in presenza al 100%. Abbiamo preso atto – continua – nostro malgrado, che il decreto Bianchi sulle assunzioni prevede lo stesso organico di quest’anno, ma, sulla scia della cronaca locale di questi giorni, riteniamo sia necessario superare le logiche di risparmio che implicano una riduzione delle classi nel primo ciclo, visto il calo demografico, per compensare la necessità di avere più insegnanti nelle scuole di secondo ciclo, che invece conta un incremento di circa 900 alunni. Questa logica compensativa che gli uffici amministrativi regionali e provinciali sono costretti ad applicare, in virtù del Dpr 81/2009 che autorizza classi fino a 30 alunni, non può che continuare a favorire classi troppo numerose. È evidente che se già ne andava della qualità della scuola prima, figuriamoci adesso».
Pas, in rappresentanza di parte di genitori, studenti e docenti, ritiene allora assolutamente necessario avere risposte sul futuro della scuola da parte degli amministratori locali, regionali e, a questo punto, anche nazionali, non solo sul tema caldo di questi giorni nella nostra provincia, ma su più fronti come quello dei trasporti, della stabilizzazione del personale docente e del reperimento di spazi aggiuntivi.
«Purtroppo è chiaro e palese che si sta perdendo tempo da più di un anno in operazioni senza prospettive – sottolinea Ciambellini – rimpallandosi responsabilità tra l’uno e l’altro, senza dare risposte garanti di un rientro in presenza, continuità e sicurezza da settembre. Inutile negare che continua a preoccuparci enormemente la situazione dei ragazzi delle superiori che è già scritto, saranno in Dad anche l’anno prossimo. Ora – conclude la portavoce di Pas – siamo contenti che sia tutti i sindacati uniti, attraverso le assemblee e la mobilitazione davanti alla Prefettura dei giorni scorsi, che il Partito Democratico con la lettera che ha spedito ieri alla dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Silvia Menabue, si stiano finalmente muovendo. Ma soprattutto dal Pd e comunque da tutti i partiti di maggioranza, ci aspettiamo che portino in parlamento questi temi e insieme alle altre forze politiche si adoperino per fare pressioni affinché si faccia al più presto una revisione del Dpr 81/2009 che, a prescindere dalla pandemia, va cambiato perché su certi aspetti funziona su un’ottica di risparmio e non di qualità». —
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