«Era un avido lettore di fantasy Uno splendido ragazzino»
La dirigente Rossella Di Sorbo «Prendeva in prestito dalla biblioteca dei volumi» I compagni di classe distrutti dal dolore
«Aveva una grandissima passione per la lettura: qualcosa che non dimenticheremo mai. Prendeva in prestito un libro alla settimana dalla biblioteca, gli piaceva il genere fantasy, era vivace, solare... splendido».
La preside del “Luosi” Rossella Di Sorbo è senza parole dopo la tragedia che si è abbattuta sulla scuola.
Adam frequentava la Prima E dell’istituto tecnico-economico. Un ragazzino dagli occhi vispi e indimenticabili, di quelli che si fanno intendere subito. Così com’era chiaro il suo senso dell’amicizia e il suo amore spiccato per la lettura. «È una cosa tremenda, quella che è successa – rimarca la dirigente – In una scuola cose del genere non dovrebbero mai accadere. Adam era molto ben integrato. Sabato, finita la scuola, si è verficato subito dopo questo episodio e non possiamo che essere sconvolti».
Sulle chat di classe arrivano tantissime manifestazioni di cordoglio in attesa che vengano definiti i dettagli dell’ultimo saluto al 14enne, al quale, si conta, saranno presenti tantissime persone.
«Era un ragazzino splendido – racconta la prof Erika Grespi, coordinatrice di classe – Lui era responsabile, molto vivace, un grande lettore. E vivacizzava anche la lezione. Non potremo mai dimenticare i suoi pacchetti di Ringo sotto al banco. Lui diceva sempre che qui in Italia stava bene e sappiamo che non verrà riportato nel paese d’origine. La salma non verrà rimpatriata, pertanto».
Tra le tante famiglie afflitte dal lutto, c’è anche quella del migliore amico di Adam: «Ci auguriamo che venga fatta chiarezza sulle cause del decesso – spiega il padre di uno dei migliori amici – Vogliamo sapere cosa è successo. Non potremo mai dimenticare il nostro caro Adam».
«Gli volevamo bene in tanti – aggiungono alcuni amici presenti al “Casanova” sabato pomeriggio – quando lo abbiamo visto, in piscina, galleggiare senza riemergere ci siamo profondamente preoccupati. Purtroppo quello che temevano si è avverato». —
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