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Modena

il percorso di curvatura biomedica 

I futuri medici iniziano al liceo «Una grande opportunità»

P.D.
I futuri medici iniziano al liceo «Una grande opportunità»

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Si è concluso con grande apprezzamento da parte di docenti, alunni e medici, il primo percorso sperimentale al Liceo Muratori San Carlo denominato “Biologia con curvatura biomedica”, un progetto sperimentale nazionale, promosso dal Miur in collaborazione con l’Ordine dei medici, attivo su 200 scuole in Italia, volto all’orientamento e al potenziamento per i liceali interessati ad accedere ai corsi universitari per le professioni sanitarie. «Un progetto che ha visto impegnarsi oltre 400 medici a livello volontaristico – ha sottolineato la dottoressa Letizia Angeli, segretario dell’Ordine dei medici di Modena e referente del percorso- che anche a Modena abbiamo accolto con grande entusiasmo e partecipazione, garantendo sempre la nostra presenza, anche on line, nonostante la pandemia ci abbia voluto a combattere in trincea contro questo terribile virus. Ed è per questo che come Ordine dei medici, ci sentiamo in dovere di ringraziare pubblicamente tutti quei colleghi di Modena e provincia che si sono resi gratuitamente disponibili a portare le loro esperienze e la passione che li anima sui banchi del liceo, per trasmettere ai ragazzi cosa significhi indossare un camice bianco».

Entusiasti di come è andato questo primo ciclo triennale che ha visto i ragazzi che hanno partecipato al progetto impegnati per ben 180 ore pomeridiane extra curriculari, sono stati anche gli insegnanti e la dirigente del Muratori San Carlo Giovanna Morini. «Il percorso – ha specificato la professoressa Ilaria Sandri, responsabile del progetto - ha visto i ragazzi ambientarsi ed appassionarsi all’anatomia, alla fisiologia e alla patologia, con acquisizione di conoscenze sempre maggiori che sono state valutate nelle verifiche bimestrali».

«Una delle cose che ha colpito molto i ragazzi- ha aggiunto la dirigente Morini – è stata la sostituzione del tirocinio finale (impossibile da svolgersi per le note ragioni sanitarie) con conferenze su esperienze di missioni umanitarie e la nascita di nuovi ruoli professionali in corso di pandemia».

Molto soddisfatti del percorso si sono dimostrati anche gli studenti che auspicano che le competenze acquisite possano giovargli nell’affrontare il test per accedere alle facoltà sanitarie. «Ciò che mi ha colpita- sottolinea Chiara Acerbi, della 5B – è la passione, la competenza e l’umanità che è necessario avere per intraprendere la professione» e ha aggiunto Federica Fiorini di 5C: «Mi sono perfino ritrovata a leggere con interesse i bugiardini delle medicine perché grazie alle nozioni che ci hanno trasferito sono stata in grado di comprenderli a fondo». Infine, Alberto Golinelli di 5A ha sottolineato il valore di questa esperienza che li ha messi a dura prova per il tempo extrascolastico. «Attendiamo i risultati a settembre – conclude il presidente dell’Ordine Carlo Curatola - quando i ragazzi dovranno affrontare l’ammissione alle facoltà universitarie». —

P.D.

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