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il caso 

«La scuola non può risparmiare sul calo strutturale di alunni»

«La scuola non può risparmiare sul calo strutturale di alunni»

Anche Sinistra per Modena e Articolo Uno intervengono sulle classi pollaio e sulla riduzione delle sezioni in tutta la provincia a partire da settembre 

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Scuola, classi pollaio e sezioni che verranno a mancare. Questa la fotografia della Modena scolastica, che a settembre vedrà mancare poco più di cinquecento alunni fino alla terza media se confrontati con l’anno appena concluso. Il problema è tutto sul tavolo della politica, con l’ufficio scolastico provinciale costretto ad applicare la legge. Ma la sinistra non ci sta: «Pur essendo legittima l’ipotesi dell’Ufficio Scolastico Provinciale, perchè può essere assunta in base al Dpr 81 del 2009 che prevede che le classi possano arrivare fino a 28 alunni - sostengono Sinistra per Modena e Articolo Uno - la riteniamo comunque una decisione non condivisibile perché in palese contrasto con il “Patto per la scuola al centro del Paese”, sottoscritto in data 20 maggio 2021, dal Ministro della Pubblica Istruzione e dalle organizzazioni sindacali e che invita ad “operare per la riduzione di alunni per classe…a partire dal prossimo anno scolastico alla luce dell’andamento demografico della popolazione».

Il mantenimento del numero vigente delle sezioni consentirebbe la formazione di classi meno numerose, elemento che presenta numerosi vantaggi sul piano didattico perché consente di seguire meglio ogni alunno nelle proprie specificità oltre che sanitario perché assicura maggior garanzia del distanziamento, sempre che questo venga mantenuto anche con l’avvio del prossimo anno scolastico.

«A Modena abbiamo un caso concreto ed emblematico: le scuole secondarie di primo grado Ferraris. La riduzione dei corsi comporterebbe inoltre l’ulteriore complicazione per quanto riguarda le classi con presenza di studenti e studentesse con disabilità, condizione per la quale la normativa imporrebbe di non superare il numero di 20 alunni per classe».

Anche le tangibili difficoltà che la pandemia ha reso evidenti, suggeriscono di evitare la formazione delle cosiddette classi pollaio: «Queste necessità si inseriscono in un quadro di carenza strutturale degli organici del personale scolastico, della cronica mancanza di strumenti didattici, della mancanza di spazi adeguati e dell’insufficienza delle reti informatiche».

Il Gruppo consiliare Sinistra per Modena e Articolo Uno Modena continuano: «È un errore imperdonabile vedere il calo demografico come un’occasione di risparmio, anzi questo dovrebbe essere ritenuto un’opportunità per migliorare la qualità della scuola pubblica e la sua efficacia didattica nel suo complesso. Chiediamo che l’Ufficio Scolastico Provinciale ritorni su una decisione che ci pare non essere al passo con le necessità della scuola oggi. Chiediamo inoltre che le istituzioni territoriali prendano chiaramente posizione contro la logica della diminuzione del numero di classi, attivandosi in tutte le sedi possibili per chiedere a livello nazionale un superamento della normativa attualmente in vigore, la stabilizzazione del personale precario e il potenziamento degli organici». —

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