«Lo abbiamo detto diverse volte: pericoloso grigliare in quel parco»
Vignola. I residenti delle palazzine dopo l’incendio del capanno scout «Sembrava il solito barbecue, poi all’improvviso il fuoco era alto»
Mattia Vernelli
VIGNOLA. L’esplosione, la coltre di fumo nero, la fiamma che divampa tra gli alberi. Il racconto degli attimi di terrore giunge da chi ha assistito all’incendio domenica mattina, tutti residenti nelle palazzine di via Resistenza affacciate sul capanno distrutto.
«Ero in cortile – racconta Mauro Barbieri – quando ho visto un po’ di fumo salire tra gli alberi. Ho quindi pensato che i boy scout facessero un’altra grigliata, ma la colonna di fumo ha iniziato ad annerirsi ed ingrossarsi sempre di più. Sono quindi salito in casa e ho chiamato il 115. Sapevo delle bombole del gas presenti nel capanno, temevo potessero scoppiare tutte. Fortunatamente i ragazzi erano andati via, ma poco prima hanno appoggiato vicino al muro del capanno le braci della grigliata della sera prima. A mio avviso è un posto pericoloso per accendere dei falò, è un cortile con alberi molto fitti ed attaccato alle altre abitazioni. Se fosse accaduto di notte qui sarebbe bruciato tutto, il tubo del gas che alimenta le due palazzine circostanti è a pochi metri dal capanno».
Anche Andrea e la moglie D.G. hanno assistito all’esplosione, ed oltre allo spavento non nascondo rabbia per l’accaduto: «Non siamo stati presi in considerazione quando abbiamo segnalato in precedenza diversi disguidi e sollecitato maggiori controlli sui ragazzini. Ci vuole un occhio più vigile sulle loro attività». Anche Andrea ha inizialmente pensato ad un barbecue mattutino: «Le fiamme però si sono innalzate troppo velocemente. In un attimo è bruciato tutto, i rami dei pini si sono infuocati. Alle 8 i ragazzi hanno lasciato il capanno, e alle 9,20 è iniziato l’incendio. Se non fossero arrivati i vigili del fuoco, in poco tempo sarebbe bruciata anche parte delle nostre abitazioni perché i balconi sono vicini al cortile dei frati».
«È stato il boato dell’esplosione – dice Francesca, un'altra residente – a svegliarmi domenica mattina. Ho presa mia figlia e siamo subito fuggite di casa».
La paura di Barbara Iannantuoni era rivolta ai genitori: «Sono salita per accertarmi che andasse tutto bene e che il loro appartamento non fosse interessato dall’incendio. Inizialmente ho sentito degli scoppiettii, poi il boato dell’esplosione». —
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