Maxi debito Valli del Cimone: i Comuni lo pagheranno al 70%
Sottoscritta lunedì dall’Ordine degli Avvocati la transazione che evita il fallimento L’Unione e Pavullo danno 85mila euro a testa. Muzzarelli: «Pronti a rivalerci»
Daniele Montanari
Pavullo. Dopo quattro anni, si chiude il braccio di ferro sul debito del consorzio di promo-commercializzazione Valli del Cimone con un accordo al 70% che evita il fallimento.
Il “profondo rosso” di circa 500mila euro è relativo agli anni 2010-2017 e già alla sua prima rendicontazione, nel novembre 2017, scatenò le ire dei Comuni sulla ripartizione. Ne è nata una battaglia con il liquidatore Corrado Cavallini che ha portato la questione in Tribunale ottenendo l’invio di decreti ingiuntivi. A questo punto per i Comuni si sono aperte tre strade: pagare in toro gli importi notificati, respingerli e rimettersi alla valutazione di un giudice oppure cercare una mediazione con un autorevole ente terzo.
Si è optato alla fine per questa strada, rivolgendosi all’Ordine degli Avvocati di Modena, nella cui sede lunedì è stata firmata una transazione che impegna i sindaci dei Comuni coinvolti al pagamento entro il 30 giugno della cifra loro ascritta al 70% appunto. Si tratta di Pavullo, l’Unione del Frignano, Sestola, Fanano, Montecreto, Frassinoro, e Lama Mocogno. Riolunato e Pievepelago infatti si sono sfilati un anno fa accettando la proposta di un pagamento saldo e stralcio al 70% per le limitate cifre richieste (6mila euro da una parte e 3mila dall’altra), facendo di fatto da apripista per la soluzione ora accettata da tutti. Serra invece ha accettato nel novembre 2020 di pagare l’intera cifra richiesta (8.745 euro) alla notifica del decreto ingiuntivo.
L’accordo per i rimanenti, che ora dovrà essere sottoscritto nei rispettivi Consigli comunali, è stato promosso dal presidente dell’Unione Giovanni Battista Pasini: «Avvalendoci di un valido soggetto mediatore abbiamo scelto di non andare in causa civile – sottolinea – adottando grazie alla collaborazione dell’Ordine degli Avvocati, che ringrazio, una procedura della massima trasparenza, com’è doveroso fare quando si amministrano risorse pubbliche. Entro fine giugno speriamo così di mettere la parola fine su questa incresciosa vicenda».
La somma da saldare è di 354mila euro, i cui importi maggiori ricadono sull’Unione stessa e Pavullo: 85mila euro a testa. «Chiudiamo una questione molto fastidiosa relativa a un debito creato da altri – nota l’assessore al Bilancio di Pavullo Gian Luca Muzzarelli – sul quale non abbiamo voluto prolungare in Tribunale l’agonia dei creditori. Non siamo certo felici di pagare, anche perché siamo usciti dal consorzio alla prima occasione favorevole, il 31 dicembre 2017. Per noi è un debito non voluto e ancora dai contorni poco chiari: per questo, come atto dovuto ai pavullesi, il Comune farà tutti gli opportuni accertamenti di ordine giuridico e contabile per verificare la sussistenza e i presupposti per eventuali azioni di responsabilità e relative rivalse nei confronti degli organi amministrativi consortili». Insomma, potrebbe non essere finita qui.
Da parte sua, il liquidatore Cavallini commenta: «I Comuni si sono convinti a pagare dopo aver perso tempo e speso soldi in consulenze e avvocati. Adesso i cittadini e le imprese del territorio devono sapere che se riceveranno una somma inferiore al dovuto, la responsabilità è soltanto dei loro amministratori». —
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