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una via alternativa alla giardini 

Il sogno interrotto riprende slancio: «Portare l’Estense fino a Strettara»

Daniele Montanari
Il sogno interrotto riprende slancio: «Portare l’Estense fino a Strettara»

Nasce un comitato che rilancia il progetto degli anni Ottanta Il portavoce Campi: «Ci sono i fondi Ue, si fa ora o mai più»

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Daniele Montanari

Utilizzare gli straordinari fondi messi a disposizione dall’Europa con il Next Generation Eu (prima Recovery Fund) per portare a termine quasi quarant’anni dopo la più grande incompiuta dell’Appennino: il prolungamento della Nuova Estense da Pavullo all’Alto Frignano, abbreviando i tempi di percorrenza di quasi mezz’ora.

È con questo scopo che si è costituito il comitato “La Via Maestra”, che già nel nome racchiude tutto il programma legato a uno sviluppo stradale che potrebbe portare benefici incredibili alla Valle del Pelago (Riolunato, Pieve e Fiumalbo) ma anche agli altri paesi della cintura del Cimone (Sestola, Fanano e Montecreto). Non è fantascienza, ma il semplice rispolverare vecchi progetti: negli anni Ottanta infatti l’idea originaria di Nuova Estense non prevedeva la sua fine a Sant’Antonio, ma un tracciato che da qui doveva aggirare Pavullo arrivando a Pratolino e poi scendere a Camatta e Olina proseguendo a mezzacosta fino ad arrivare alla galleria di Strettara, “porta” del Pelago. Galleria che è rimasta inespressa nel suo potenziale, prevedendo ad oggi un tortuoso raggiungimento sulla via Giardini prima e poi sulla Sp 40 da Lama Mocogno in su.

Il comitato ha ripreso in mano i vecchi progetti di prolungamento della Provincia in un momento chiave che vede tuttora aperta la progettualità per realizzare la tangenziale di Pavullo da Sant’Antonio a Pratolino. “Dato che la tangenziale si farà, perché non cogliere l’opportunità dei fondi europei per rilanciare più in grande?”. Questo il pensiero di fondo del gruppo, composto da esponenti di tutti i 10 Comuni del Frignano, fra cui cinque ex sindaci, due avvocati, un ingegnere e un grande imprenditore del Cimone.

Come portavoce è stato scelto l’ex sindaco di Fiumalbo Mirto Campi, un uomo che ha sempre mostrato di avere a cuore la montagna: «Non vogliamo niente di faraonico – sottolinea – niente ponti o viadotti ma un semplice tracciato di 5,8 km a mezzacosta che da Strettara sale fino a Camatta e poi da lì si innesta sulla Pratolino-Malandrone. La montagna ha la fondovalle Panaro a est e quella di Cerredolo a ovest: il Frignano, che è al centro, non ha un’arteria di penetrazione che arrivi fino al crinale. È un controsenso, non doveva essere così nei progetti iniziali, e ora abbiamo un’occasione irripetibile coi fondi Ue per porre rimedio alla lacuna. Ne beneficerebbe enormemente il territorio: sul fronte della sicurezza (rendendo più vicino l’ospedale di Pavullo), dell’economia (facilitando le imprese) e del turismo in genere, portando nuovi flussi dalla pianura». Da Pavullo a Fiumalbo i 45 minuti attuali diventerebbero 25: una rivoluzione.

Negli anni Ottanta il prolungamento non si fece perché alcuni comuni temevano di essere “tagliati fuori” da una strada alternativa alla Giardini. «Ora invece c’è una sensibilità opposta – nota Campi – il traffico è aumentato a dismisura e i centri vogliono portarlo all’esterno: abbiamo già il sostegno di tutti i 10 sindaci del territorio. Contiamo anche su quello di Provincia e Regione per andare da Anas e giocarci le nostre carte. Siamo apartitici, contiamo sul sostegno di tutti: ora o mai più». —

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