Affare da un milione per 128mila camici falsi
L’azienda aveva venduto gli indumenti medici all’Ausl di Parma. La Finanza scopre la truffa e sequestra il denaro
MIRANDOLA. Qualcosa come 128mila camici venduti all’Ausl di Parma. 128mila camici spacciati come indumenti di prima qualità e invece contraffatti. I capi in questione, tra le altre cose, presentavano evidenti imperfezioni. Insomma, nemmeno si era cercato di salvare le apparenze per mandare in porta una vera propria truffa. Nei guai è così finito un cittadino mirandolese, responsabile di una ditta con sede proprio in città.
La Guardia di Finanza di Modena e i carabinieri del Nucleo Antisofisticazione di Bologna hanno sequestrato oltre 1 milione di euro a questa società di Mirandola che era attiva nel settore della distribuzione di materiali sanitari e medicali.
Il legale rappresentante è ora indagato per le ipotesi di reato di truffa e frode per forniture pubbliche. Il provvedimento è stato richiesto in seguito a un’articolata indagine che ha preso il via in seguito alla denuncia presentata, alle forze dell’ordine, da un’azienda bolognese attiva nel settore del commercio all’ingrosso di articoli medicali.
La querela riguardava la vendita di oltre 128mila camici (128.707 ad essere precisi) all’Ausl di Parma. Camici, quelli commercializzati dalla ditta mirandolese, che oltre all’etichetta contraffatta erano di qualità decisamente scadente rispetto agli indumenti medici originali e già presenti sul mercato. Per esempio la loro lunghezza era visibilmente minore, stesso discorso anche per le maniche. Inoltre il tessuto si presentava con una trama ben più larga e di spessore minore.
I successivi accertamenti affidati al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Modena hanno consentito di quantificare in oltre un milione di euro il guadagno arrivato da questa truffa ed entrato direttamente nelle casse dell’attività di Mirandola.
Per questo sono state sottoposte a sequestro cautelare le disponibilità finanziarie riconducibili all’azienda: circa 600mila euro, intestate alla società stessa, oltre a titoli bancari per 300mila euro. A queste somme si aggiungono un immobile e un veicolo.
Le mirate attività investigative sui movimenti bancari hanno consentito di ricostruire il percorso del denaro arrivato dall’Azienda Ospedaliera di Parma fiino a Mirandola. Somme in gran parte finite nei conti correnti personali dell’indagato, attraverso operazioni di “prelevamento soci” per 820 mila euro e l’acquisto di due polizze vita per 530mila euro. —
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