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«La Casa della Salute nelle ex elementari»

Mattia Cocchi
«La Casa della Salute nelle ex elementari»

Lo chiede il gruppo di centro sinistra: «È un edificio storico e potrebbe essere utile anche alle attività del paese»

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Mattia Cocchi

SAN FELICE. Il gruppo di centrosinistra “Insieme Per San Felice” dice la sua sul tema della Casa della Salute e chiede di realizzarla nell’ex ede della scuola elementare “Muratori”, a ridosso del centro storico. Un servizio da tempo atteso dalla cittadinanza e il cui futuro è ancora incerto. «Il ruolo della Casa della Salute è fondamentale nell’ambito della riorganizzazione della medicina del territorio — spiega il consigliere e vice presidente della Commissione Sanità Ucman Viller Raisi — anche alla luce delle criticità messe in evidenza dalla pandemia. Sul piano politico ci siamo adoperati per richiedere un potenziamento dell’ospedale di Mirandola, e ugualmente stiamo facendo con le case della salute. Anche nella nostra Area Nord stiamo notando un aumento crescente dell’invecchiamento della popolazione e un 40% di questa popolazione soffre di malattie di tipo cronico. Le amministrazioni e l’Unione Ares Nord hanno il dovere di occuparsi di queste persone che necessitano di assistenza sanitaria non ospedaliera. All’interno di queste strutture si trovano diversi tipi di professionisti: medici di medicina generale, infermieri, specialisti, operatori socio-assistenziali. In questo luogo devono essere garantiti quei servizi che non siano emergenze acute ospedaliere».

Il capogruppo Andrea Balboni puntualizza sullo stato dell’arte attuale del progetto: «L’emergenza Covid ha reso nota a tutti l’importanza della salute e la necessità di avere sui territori delle strutture di prossimità. Come lista civica di centro-sinistra, già nella precedente consigliatura, avevamo proposto il recupero delle ex scuole elementari “Muratori”, che secondo noi sono la struttura adatta ad ospitare la Casa della Salute e la sede dell’Asp. Il recupero di questo immobile ha molteplici valenze, innanzitutto la riqualificazione di un edificio già in evidente stato di abbandono nel pieno centro del paese. In più, questo utilizzo, genererebbe indotto economico poiché ospiterebbe qualche decina di impiegati, implementando gli introiti delle attività del centro storico. Stando a quanto viene riferito, l’attuale amministrazione non sembrerebbe interessata a valutare questa opzione, ma starebbe valutando un sito la cui costruzione dovrebbe cominciare ex novo, precludendo il recupero di un immobile già esistente nel cuore di tutti e nel centro del paese». —

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