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«Le casette dell’acqua pubblica devono tornare a funzionare»

Alfonso Scibona
«Le casette dell’acqua pubblica devono tornare a funzionare»

Questa la richiesta di Legambiente che raccoglie i pareri di diversi cittadini «Il servizio ormai manca da cinque mesi, ma doveva già essere ripristinato»

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Alfonso Scibona

«La cittadinanza sassolese è priva da ormai 5 mesi del servizio di erogazione dell’acqua pubblica, attinta dalla rete idrica e distribuita ai cittadini microfiltrata mediante le così dette “casette dell’acqua”, rimosse all’inizio dell’anno e mai ripristinate».

Lo affermano i vertici di Legambiente, che nei giorni scorsi sono stati contattati da alcuni cittadini per lamentare l’interruzione di un servizio che considerano una priorità assoluta in termini di tutela dell’ambiente. In realtà le proteste, prima pacate e poi insistenti, da parte dei sassolesi, che hanno sempre visto di buon occhio il servizio, ci sono state per diverso tempo, sia prima dell’eliminazione delle casette, che subito dopo la cancellazione del servizio.

«Nel dicembre dello scorso anno – continua l’associazione ambientalista – alla notizia all’imminente rimozione degli erogatori, erano seguiti numerosi appelli alla continuità del servizio, lanciati da più settori della cittadinanza, e l’amministrazione comunale si era impegnata ad una ripresa in tempi brevi, mediante una nuova assegnazione da realizzarsi con la formulazione di un nuovo bando. I cittadini che hanno invocato il nostro aiuto raccontano di aver ricevuto nel mese di marzo rassicurazioni sul fatto che il bando fosse in elaborazione, ma dopo l’invio all’Urp di una richiesta di aggiornamenti, gli stessi hanno riferito di esser stati informati dalla segreteria del sindaco che tutto è rimandato a settembre per questioni di priorità».

Il ripristino delle casette dell’acqua è direttamente collegato alla riduzione dell’utilizzo di bottiglie e bottigliette di plastica e su questo tante sensibilità di associazioni ambientaliste e singoli cittadini sono emerse in questi ultimi tempi «Non vi è alcun dubbio – dicono ancora da Legambiente – che la drastica riduzione dell’uso di acqua in bottiglie di plastica, anomalia tutta italiana che vede il nostro Paese primo consumatore in Europa e terzo nell’intero pianeta, costituisca certamente una priorità, sia per combattere l’abnorme utilizzo e smaltimento di plastica e, troppo spesso, il suo abbandono ai margini delle strade, sia le emissioni inquinanti dovute al trasporto dell’acqua in bottiglia. Peraltro, la distribuzione “dell’acqua del sindaco” è un’opportunità presente in tanti Comuni vicini, molto diffusa ed apprezzata dagli utenti».

Una opportunità che nei mesi scorsi era stata evidenziata davvero da diverse richieste da parte dei sassolesi. «Raccogliamo e ci uniamo all’appello dei cittadini – conclude l’associazione – affinché si proceda speditamente nel ripristino del servizio, il quale dovrà necessariamente essere accompagnato da opportuni investimenti dell’amministrazione e campagne di informazione della cittadinanza, per incentivarla all’utilizzo di un servizio tanto utile per la comunità». —

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