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«Per il bene del territorio l’impianto idroelettrico dovrà essere comunale»

«Per il bene del territorio l’impianto idroelettrico dovrà essere comunale»

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Montecreto. Maurizio Cadegiani del comitato “No Fusione” interviene in prospettiva in merito all’impianto idroelettrico di Pian della Valle nel comune di Montecreto. Queste le sue parole: «Apprendiamo con soddisfazione la formazione da parte del Comune di una commissione interna ed auspichiamo che i componenti si avvalgano di figure tecniche idonee che possano indicare la via su gestione e strategie future».

La già citata soddisfazione è comunque “figlia” di una preoccupazione ben precisa che il Comitato spiega: «La nostra preoccupazione deriva, nello specifico, dalla volontà da parte dell’Amministrazione di stipulare una nuova convenzione con l’attuale gestore della centrale per la cessione del diritto di superficie di alcuni terreni interessati dal manufatto per una cifra che a nostro avviso pare del tutto inadeguata (circa 800 euro annui). Basti pensare che tale adempimento avrebbe consentito un “rinnovo indiretto” alla gestione esterna per ulteriori trent’anni, anziché per gli eventuali altri venti opzionabili. Operazione questa da noi giudicata inopportuna». Il comitato quindi si chiede: «Perché affrettarsi ad una cessione dei diritti di superficie che avrà inevitabilmente ripercussioni sulla convenzione in essere». Perché farlo «cinque anni prima della sua naturale scadenza e non adoperarsi a convocare la ditta conduttrice al fine di innestare un eventuale nuova stipula alla luce dei nuovi accadimenti normativi».

Quindi la proposta di “No Fusione” e di Cadegiani è servita. Non prima di aver rinnovato l’augurio di buon lavoro alla commissione interna nominata dal Comune di Montefiorino. «A nostro giudizio – sono sempre le parole di Cadegiani – sarebbe meglio, per i cittadini di Montecreto, adottare una strategia. Arrivare alla scadenza naturale del ventennio dettato in convenzione per poi eventualmente gestire in autonomia l’impianto».

Non manca, ovviamente, una ragionamento legato ai numeri. In causa vengono chiamati i potenziali guadagno che sarebbero manna dal cielo per il Comune: «L’impianto idroelettrico, scrivono, potrebbe potenzialmente «garantire introiti diretti alle casse Comunali per 90mila annui, se condotta direttamente dal Comune». —

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