I terreni su cui sorge la Centrale non sono tutti del Comune
Colpo di scena sull’impianto idroelettrico: la convenzione del 2005 con la ditta prevedeva la titolarità dell’intera area. Ora le verifiche sulla licenza edilizia
Daniele Montanari
Montecreto. Il Comune firma una convenzione per la concessione di terreni su cui realizzare una Centrale idroelettrica. Ma oggi ai controlli risulta che i terreni in questione sono solo parzialmente di proprietà comunale, e che anzi il principale, quello dove è sorto il corpo centrale di produzione corrente, non lo è per niente risultando in capo al Demanio. È l’incredibile colpo di scena che emerge ora a Montecreto sulla complessa vicenda, iniziata nel 2005, della costruzione dell’impianto di Pian Della Valle. Che se si va per vie legali, potrebbe risultare parecchio dolorosa, moralmente ed economicamente.
Tutto inizia il 15 dicembre 2005 con la delibera di Consiglio comunale che approva la convenzione per la realizzazione e la gestione della centrale sul torrente Scoltenna da parte della ditta K7 di Milano. In cambio della concessione per vent’anni del diritto di superficie dei terreni su cui è costruito l’impianto, dal 2008 al 2015 la società corrisponde al Comune parte del ricavato dalla vendita di energia pulita e altre royalties per un totale di 359.546 euro.
Nel 2016 il Comune acquista parte dei terreni interessati dall’impianto, quelli della presa d’acqua. Evidentemente prima non erano suoi. Da qui nasce il caso, con la ditta che non corrisponde più nulla al Comune chiedendo in maniera sempre più insistente di regolarizzare la mancata concessione del diritto di superficie di diverse aree, fino a inviare tramite avvocato formale diffida nel gennaio 2020, ravvisando i termini di un’inadempienza contrattuale e profilando la possibilità di una citazione in giudizio per danni.
È in questo contesto che oggi, con l’intento di risolvere una situazione spinosa, il Comune ha dato il via libera a una Commissione (formata da due membri di maggioranza e uno di opposizione) aperta a contributi tecnici per capire come muoversi. «Sarà la Commissione a stabilire se tutto è stato corretto in questa vicenda – sottolinea il sindaco Leandro Bonucchi – io già dal mio primo mandato ho cercato di regolarizzare la situazione acquistando al Comune nel 2016 i terreni della presa d’acqua, ma ad oggi solo questa e la vasca risultano su proprietà comunale. Il corpo centrale che produce corrente non lo è: ricade su area demaniale. È evidente che siamo inadempienti, perché nel 2005 ci si era impegnati a dare il diritto di superficie di tutti i terreni interessati dall’impianto. La prima cosa da chiarire è come sia stato possibile costruire non su proprietà del Comune: a questo scopo è stata aperta un’indagine interna per il riesame della pratica edilizia del 2005 e di tutti i suoi collegati».
La verifica delle autorizzazioni potrebbe comportare l'interruzione dell'attività se emergessero procedure non corrette. E per il Comune l’obbligo di restituire dei soldi. Accertamenti più che mai doverosi dunque prima di decidere il rinnovo del diritto di superficie e il suo costo, su cui l’ex sindaco Maurizio Cadegiani ha espresso perplessità: «Visto che il mio predecessore ha tirato fuori alcuni aspetti della vicenda, ritengo giusto renderla pubblica in toto – nota Bonucchi – mi chiedo che cos’abbia fatto lui per regolarizzare il quadro, e resto sbalordito quando dice che il Comune dovrebbe gestire l’impianto in autonomia: dovrebbe sapere che per legge un Comune non può essere titolare di un’attività d’impresa». —
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