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Reati ambientali, nuova frontiera Business illegali su rifiuti e cemento

F.D.
Reati ambientali, nuova frontiera Business illegali su rifiuti e cemento

Emilia al 12° posto in Italia, ma Modena spicca in regione per le denunce e i casi connessi all’edilizia

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Dodicesimo posto in Italia per l’illegalità ambientale: l’Emilia Romagna osserva preoccupata l’evolversi della situazione degli ecoreati. Lo ha fatto nel corso di una mattinata di analisi insieme al sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Flavio Lazzarini e il comandante regionale del Forestali dell’Arma dei carabinieri, generale Fabrizio Mari. I due investigatori hanno fornito anche alcuni dati sul 2020 che dimostrato come nell’anno della pandemia i reati ambientali non abbiano subito contrazioni. «Ad esempio – spiega Legambiente – le inchieste aperte sui reati più preoccupanti (come l’associazione per traffico illecito di rifiuti) mantengono un trend costante (39 nell’ultimo quadriennio e 10 solo nel 2020), mentre i reati perseguiti dai nuclei di carabinieri forestali, ambientali ed agroalimentari sono passati da 689 del 2019 a 765 nel 2020. Sempre per i Carabinieri del Cufa le sanzioni erogate solo nel campo dei rifiuti ammontano ad oltre 580mila euro. Tra i reati più segnalati sono da ricordare quelli legati alla gestione illecita di rifiuti speciali, con inchieste che riguardano i roghi, l’utilizzo di capannoni in disuso come stoccaggio clandestino, o la gestione in nero di metalli ferrosi e batterie».

«I reati ambientali – aggiunge Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio nazionale Ambiente e legalità di Legambiente – sono cresciuti in Italia nel 2019 del 23,1%, insieme a sequestri e arresti delle forze dell’ordine. Numeri che sono il frutto di un’attività di controllo da potenziare anche con nuovi strumenti legislativi sollecitati da Legambiente, come le norme sui reati agroalimentari, quelle a tutela del patrimonio culturale, l’inasprimento delle sanzioni contro la gestione illegale dei rifiuti. Tra gli esempi positivi vorrei anche evidenziare l’Emilia Romagna che vede Arpae prima in Italia per asseverazioni di reati minori, le infrazioni meno gravi che non causano danni diretti all’ambiente, previste nella legge 68/2015 che ha introdotto i delitti ambientali».

I dati di Modena

Nel reati collegati al ciclo dei rifiuti Modena si piazza al terzultimo posto in regione con 23 reati contestati. A guidare la speciale graduatoria sono Forlì e Reggio a pari merito a quota 40 reati per un totale complessivo che arriva a 232 episodi contestati: il conteggio però esclude i dati dei carabinieri Tutela Ambiente. Sono 23 i modenesi denunciati per gli ecoreati mentre i sequestri sono stati 12 (99 i totali in Emilia Romagna).

Si ribaltano invece gli equilibri quando i reati analizzati sono connessi al ciclo del cemento. In totale sono stati 316 quelli emersi, neppure la metà di quelli ad esempio verificati in Toscana. E in questo contesto, però, Modena conquista una non certo galvanizzante medaglia d’argento con 66 casi che la pongono in scia soltanto ai 94 di Rimini. Le persone denunciate sono 224 in totale, 49 quelle modenesi con appena 4 sequestri.

le contromosse

Il rapporto di Legambiente ha riportato l’attenzione sugli anticorpi che la società può mettere in campo contro l’illegalità. Tutti hanno richiamato la necessità di un lavoro culturale costante, l’attenzione anche dei cittadini e del volontariato “di quartiere”, ma anche la capacità del mondo economico di individuare le imprese eccessivamente concorrenziali. Legambiente ha evidenziato anche il ruolo del proprio Centro di azione giuridica, con avvocati che intervengono in processi di rilievo particolare, per dare forza all’azione degli inquirenti ed evitare le prescrizioni. L’associazione ha richiamato anche il ruolo della vigilanza ambientale volontaria. —

F.D.

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