Irpef, si allarga la forbice tra ricchi e poveri
Modena soffre. Soffre perché il ceto medio sta scivolando verso il basso, come il resto del Paese. E Modena, in proporzione, è molto colpita da questa forbice sempre più larga tra ricchi e poveri. Dal 1990 al 2020, Modena, nella classifica del benessere stilata dal Sole 24 Ore è scesa dal quinto al quindicesimo posto e, come ricchezza, è arrivata addirittura al ventunesimo posto, segnando un trend negativo che riguarda soprattutto la distribuzione della stessa ricchezza. Purtroppo però non si è abbassata di conseguenza la tassazione sullo scaglione che riguarda i redditi medi. Tutte le forze politiche concordano sulla necessità di abbassare le tasse sul ceto medio rivedendo il terzo scaglione dell'Irpef, ma divergono sulle modalità con cui arrivare all'alleggerimento. In termini fiscali significa rivedere il terzo scaglione dell'Irpef, quello fra i 28 e i 55mila euro, sul quale l'aliquota fa un balzo di ben 11 punti percentuali, dal 27% al 38%. Idee divergenti emergono dai documenti depositati in commissione Finanze di Camera e Senato da tutti i gruppi. Il documento servirà da base per la proposta di legge delega sulla riforma del fisco che deve essere approvata dal Consiglio dei Ministri entro il 31 luglio. Vediamo in sintesi le proposte . Lega, Forza Italia, ma anche M5S propendono per una riduzione delle aliquote passando dalle cinque attuali a tre, mentre Pd e Leu preferiscono il modello tedesco. Quanto al modello tedesco, questo garantisce invece meglio la progressività, perché, con un algoritmo, il peso fiscale aumenta in armonia matematica con l'aumentare del reddito. La Lega si batterà per mantenere il regime forfettario per le partite Iva ed estenderlo (con un'aliquota del 20%) fino ai redditi di 100.000 euro. Il Pd resta fermo nella sua proposta di tassa di successione con un'aliquota del 20% sopra i 5 milioni di euro. Ipotesi a cui è totalmente contraria Forza Italia che tenterà di far innalzare il valore imponibile esente per gli eredi in linea diretta. LeU propone una patrimoniale progressiva fino all'1% sopra una certa soglia di reddito, verrebbero però contemporaneamente eliminata l'Imu e le altre imposte che gravano sui patrimoni, in un'ottica di semplificazione. Sia Italia Viva sia Forza Italia sono per l'abolizione dell'Irap. Mentre il Pd è per reintrodurre l'Iri (Imposta sul reddito d'impresa) con una aliquota al 24%. Sia Forza Italia sia Lega prevedono poi una "No tax area" che la Lega fisserebbe a 10.000 euro e Forza Italia a 12.000. Infine la "pace fiscale" con un condono sul "magazzino" di cartelle di difficile riscossione che - secondo Forza Italia - potrebbe finanziare "la fase di avvio della riforma". Questa legge sarà fondamentale affinché l’Europa dia via libera per i fondi a favore della crescita: l’orizzonte non è sereno. —
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