Minacce a don Pierino “prete cacciatore” Animalisti a processo
Il gip respinge la richiesta di archiviazione di due indagati Contro il parroco di Torre Maina manifestazione e insulti
MARANELLO. Il procedimento è stato avviato con le accuse di diffamazione, minacce e altri reati, tra cui lo stalking e l’interruzione di funzione. Ora, gli imputati andranno a processo, dopo che il giudice ha respinto la richiesta di archiviazione e stabilito l’imputazione coatta.
Finiranno a processo due dei soggetti che minacciarono don Pierino Sacella, parroco di Torre Maina, noto per la sua passione per la caccia, contestata da anni dagli animalisti. Tra gli episodi che hanno portato alle denunce c’è quello avvenuto nella notte della vigilia di Natale del 2019. I fedeli stavano raggiungendo la parrocchia per la veglia, come ogni anno. Poi, all’improvviso, davanti alla chiesa sono spuntati gli animalisti, inneggiando offese contro don Pierino, mentre sventolavano cartelli. Erano circa una ventina i manifestanti che hanno offeso il parroco e i fedeli che si stavano recando alla celebrazione, a suon di slogan.
“Assassino”, o, anche “Se ti troviamo in campagna non sarai protetto dalle mura della tua chiesa”, queste due delle frasi con cui i contestatori hanno minacciato e insultato don Pierino, agendo sia sui social sia con la manifestazione davanti alla parrocchia.
In Tribunale si è svolta l’udienza con cui don Pierino, difeso dall’avvocato Luca Pastorelli, ha chiesto l’opposizione alla richiesta di archiviazione.
Il pm aveva chiesto che il caso fosse archiviato per l’impossibilità di risalire agli autori, mentre la difesa sosteneva come questo fosse in realtà possibile. E quindi aveva chiesto che il caso andasse avanti. Il giudice per le indagini preliminari Barbara Malvasi ha chiesto la formulazione coatta dell’imputazione, con cui la Procura chiederà il rinvio a giudizio. Secondo il giudice, infatti, come si legge sull’ordinanza, dalle indagini svolte dalla Polizia postale è possibile risalire a due indagati individuati tramite due soprannomi. Gli stessi avevano postato sui social delle offese e sarebbero stati individuati anche durante la manifestazione alla vigilia di Natale del 2019. Sull’ordinanza si legge, infatti, che la loro presenza risulta accertata dai militari di Maranello “in contesto aggressivo”, e “quantomeno ideologicamente, emerge prova di concorso morale degli indagati”. —
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