Adescato con i videogames Tredicenne molestato
Il caso è affiorato a maggio quando un ragazzino ha chiesto aiuto dopo aver subito violenze e abusi da due minorenni e due adulti
Abusi e violenza aggravata in concorso: questa l’accusa con cui è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e da ieri si trova ai domiciliari un 26enne. Un altro imputato ha 27 anni mentre altri due sono minorenni.
Il caso è esploso a maggio quando si sarebbe verificato l’episodio che ha spinto un tredicenne dell’Appennino a chiedere aiuto per quello che era diventato a tutti gli effetti un incubo.
Il giovane era stato adescato dai quattro con la scusa di giocare ia videogames. Forse per la voglia di essere accettato dal gruppo di giovani più grandi di lui, il tredicenne ha accettato l’invito a raggiungere la compagnia. Poco dopo è iniziato l’orrore: atti di bullismo, forse ripresi dai telefonini, ma anche molestie sessuali.
Lunedì mattina, davanti al Giudice dell’udienza preliminare, è stato nominato un perito per verificare se il 13enne sarà in grado di testimoniare. Il ragazzino è seguito da due psicologi che lo stanno aiutando nella condizione difficile in cui si trova.
Il tredicenne, difeso dagli avvocati reggiani Andrea Mazzacani e Katia Cristofori è stato ascoltato. In Tribunale era iniziato l’incidente probatorio chiesto da pm e Procura dei minori, che poi è stato interrotto per lo stato di choc in cui si trova la presunta vittima e per questo, e per verificare, quindi, la capacità di testimoniare del giovane, è stato nominato un perito. L’8 settembre proseguirà l’incidente probatorio.
Per fare chiarezza sul caso sono stati sottoposti a sequestro i dispositivi informatici che utilizzava il branco e che potrebbero rivelarsi fondamentali per capire cosa sia davvero successo.
Uno dei maggiorenni è stato arrestato dopo essere stato colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, mentre altri tre sono indagati per le molestie in concorso.
Un episodio su cui si sta cercando di fare maggiore chiarezza possibile, con tutta la delicatezza e le tutele imposte dalla giovane età della vittima. —
S.A.
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