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Processi Giovanardi-Bianchini Il silenzio del Senato li fa riunire

F.D.

Il tribunale di Modena: «Sono passati tre mesi, analizzeremo i fatti insieme» Schermaglie tra avvocati del politico e Procura. Riprese in aula vietate (per ora)

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SAN FELICE. Inizierà di fatto a settembre il processo sulle white list che vede coinvolti la famiglia Bianchini, l’ex vice prefetto Mario Ventura, funzionari di Stato e agenti privati. Ma a quel processo parteciperà anche l’ex senatore Carlo Giovanardi visto che il collegio presieduto da Pasquale Liccardo con i giudici Carolina Clò e Danilo De Padua ha deciso che vi siano le condizioni per riunificare i procedimenti. Si ricorderà infatti che era stato interpellato il Senato per valutare se il politico, protetto dall’immunità parlamentare, potesse essere processato. Ma a distanza di oltre tre mesi il Senato non si è espresso e la questione Giovanardi è ancora oggetto di confronto nella Giunta delle immunità. Il senatore Maurizio Gasparri, un paio di settimane fa, aveva inoltre annunciato l’intenzione di chiedere, tramite la presidenza del Senato, una valutazione anche sui video registrati abusivamente da Alessandro Bianchini durante gli incontro con Giovanardi, ma quella richiesta sull’eventuale utilizzo in tribunale non è ancora arrivata a Modena e sono sfumati i tentativi degli avvocati dell’ex senatore di chiederne conto a giudici e Procura.

Ma tra gli avvocati Massimiliano Iovino e Marilisa Tenace e i pubblici ministero Monica Bombana e Giuseppe Amara ci sono state comunque diverse altre schermaglie processuali in particolare rispetto alle modalità di composizione del capo di imputazione. Secondo l’avvocato Iovino il voto in italiano sarebbe stato molto scadente e più volte ha avanzato la richiesta di nullità sia per genericità («Manca di specificare, ad esempio, quali siano i segreti che Giovanardi avrebbe utilizzato e rivelato», la tesi difensiva) che per la presenza di sommarie informazioni virgolettate “che non possono entrare nel processo”. Il dottor Amara ha replicato ficcato: «Quando le imputazioni non piacciono alle difese si chiede la nullità – ha risposto nel chiedere il rigetto dell’eccezione – Qui invece di esempi di rivelazione di segreti ve ne sono parecchi. Sulle sommarie informazioni credo sia un refuso, di certo l’impianto è meticoloso e approfondito».

Anche di tutto questo se ne parlerà a settembre quando è convocata la prima udienza istruttoria in cui si discuterà di documentazioni e intercettazioni mentre il tribunale dovrà sciogliere le varie riserve finora avanzate da tutti gli avvocati difensori tra cui i modenesi Simone Bonfante e Giulio Garutti (legali della famiglia Bianchini), Enrico Fontana (Lambertucci), Riccardo Pellicciardi (Moscattini), Maria Cecilia Ferraresi (Michelucci), Roberto Ricco (Colzi, Tufo e Musto) e Alessandro Sivelli (Ventura) oltre alla parte civile Enza Rando che rappresenta Libera contro le Mafie. E a tal proposito, ieri l’avvocato Rando ha chiesto che una giovane reporter potesse effettuare alcune riprese del processo in vista di un documentario internazionale: il tribunale ha negato l’autorizzazione, un no comunque temporaneo e subordinato agli eventi futuri. —

F.D.

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