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Ha tentato di fuggire il fratello di Saman teste chiave nel caso

Ha tentato di fuggire il fratello di Saman teste chiave nel caso

il corpo della ragazza ancora non si trova 

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Tiziano Soresina

Enrico Lorenzo Tidona

NOVELLARA (RE).

Il corpo di Saman Abbas non si trova ancora. L’indagine sul delitto si basa quindi per buona parte sulle dichiarazioni del fratello minorenne di Saman, testimone indiretto del terribile omicidio del quale sono accusati i famigliari che non avrebbero mai accettato il rifiuto a un matrimonio combinato da parte della ragazza. Il ragazzo minorenne è tenuto in una località nascosta, sotto protezione per timore di ritorsioni, in attesa dell’udienza di domani. Un’udienza con la quale la procura di Reggio Emilia cercherà di fissare le sue dichiarazioni per utilizzarle come prove a carico dei suoi stessi genitori, dello zio e dei cugini, accusati di omicidio. Il ragazzo, secondo quanto emerge ora, è tenuto sotto stretta osservazione perché ha tentato di fuggire dalla struttura protetta. Una fuga ancora tutta da interpretare, soprattutto con riguardo alle intenzioni del ragazzo, che si trova nel gravoso ruolo di teste-chiave nel procedimento penale contro i suoi stessi genitori e gli altri famigliari coinvolti nell’omicidio scaturito - secondo l’accusa - da uno dei tanti litigi tra Saman e i suoi.

Il fratello di Saman da tempo risulta però essere indagato in un procedimento connesso. Il reato che lo vede sotto indagine è violenza privata nei confronti della sorella, accusa che gli è stata mossa nel procedimento dello scorso ottobre, al tempo in cui c’era stato il primo allontanamento di Saman dalla famiglia. Fu allora che i servizi sociali di Novellara la collocarono in una struttura protetta, salvo poi la ragazza tornare a casa qualche mese dopo, quando era diventata nel frattempo maggiorenne, decisione che ne ha sancito la morte. Il fratello, queste erano le accuse dell’epoca, avrebbe avuto un ruolo seppur marginale nella vicenda del matrimonio combinato. La vita del teste 16enne va protetta. Di questo sono convinti da tempo gli inquirenti, visto l’efferato omicidio della sorella così come le minacce giunte a chi ha voluto collaborare con la Procura e carabinieri. Ne sa qualcosa il 21enne pachistano che il 9 febbraio aveva presentato una denuncia dicendo che Shabbar Abbas, padre di Saman, con altre persone si presentò a casa dei suoi genitori dicendo: «Se tuo figlio non lascia Saman sterminiamo tutta la famiglia». È il nuovo dettaglio raccontato da “Chi l’ha visto”,. La trasmissione ieri sera ha pubblicato anche altri messaggi scambiati tra il giovane, che vive in un’altra regione e la 18enne, scomparsa da oltre un mese e che si pensa sia stata uccisa. «Ma perché Dio ha deciso che la mia vita deve essere così? Non so cosa fare, mi scoppia il cervello», diceva Saman. «Tu lo sai quanto può essere pericoloso qui per te. Amore, vai dai carabinieri ora», le scriveva il fidanzato. «Sì, l’ho pensato», la risposta di Saman, prima di sparire. —

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