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La fornace creata da Cuoghi prende vita al Museo ceramica

S.P.
La fornace creata da Cuoghi prende vita al Museo ceramica

Dopo tanti anni di attesa inaugurata la nuova sala Tosi: «Una bellissima notizia con grande caparbietà abbiamo raggiunto l’obiettivo»

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FIORANO. La “Sala Contemporanea” del museo della ceramica di Spezzano è ora ufficialmente completa. Nella corte del castello è stato presentato ai visitatori il nuovo allestimento, che va a chiudere un cerchio, dedicato a “Fiorano, terra di fornaci”. La sala in questione era l’unica in cui ai tempi dell’inaugurazione del museo nel 1988, non era stato possibile ricostruire una fornace in dimensioni reali corrispondente all’epoca.

«Come invece era avvenuto nelle altre sale che raccontano la storia della ceramica dal Neolitico al contemporaneo», sottolinea Donato Labate, il curatore del museo. Labate e Stefania Spaggiari, la direttrice del Museo, avevano assegnato al fioranese Giuseppe Cuoghi il compito di realizzare in scala 1:20 la fornace Carani di Fiorano che sarebbe stata troppo grande da ricostruire in dimensioni reali: una delle prime a comparire sul nostro territorio nella seconda metà dell’Ottocento per la produzione di laterizi a ciclo continuo. Dalla fornace Hoffmann di Egidio Carani è nata l’idea del figlio Eugenio di sperimentare la cottura delle mattonelle fondando nel 1926 a Veggia quella che può essere considerata la seconda ceramica del territorio.

Giuseppe Cuoghi ha voluto ricostruire tutta la fabbrica, compresa la cava collegata: un lavoro minuzioso che ha richiesto molti anni e impegno. Il nuovo allestimento consente di conoscere al contempo la storia della Fornace e quella della comunità. Dietro c’è il lavoro dell’archivista comunale Matteo Ruini che, insieme a quello di Spaggiari, ha permesso di raccogliere documenti e testimonianze e di realizzare filmati divulgativi. «Un’acquisizione che ha richiesto tanto tempo, – dice il sindaco, Francesco Tosi – dal 2003 a oggi, diciotto anni. Con tanta caparbietà il Comune è riuscito a superare le tante difficoltà burocratiche».

Il museo della ceramica ha qualcosa di nuovo e di importante da raccontare: l’assessore alla cultura Silingardi sottolinea come, per arrivare a questo traguardo, sia stata essenziale la collaborazione di tanti, degli eredi della famiglia Carani e il sostegno della famiglia Cuoghi. —

S.P.

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