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Primo colpo a Modena con queste modalità La pista di Cerignola

S.A.

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Una rapina come questa sarebbe completamente inedita nel Modenese, almeno negli ultimi anni.

Se, infatti, si ricordano colpi simili in altre zone d’Italia, a Modena un assalto dai contorni tanto inquietanti, tanto studiati nei minimi dettagli come quelli dell’assalto di lunedì sera, non vengono ricordati.

Entrando nei dettagli un colpo simile si ritrova nel marzo scorso, quando è stata arrestata una banda arrivata dalla Puglia per assaltare i portavalori.

Una ragione in più per ritenere che il commando che ha paralizzato l’Italia, lunedì sera, ostentando armi e lasciandosi alle spalle chiodi fatti realizzare ad hoc, sia frutto di una dottrina di squadra dove i ruoli non sono esercitati a casaccio, ma frutto di una strategia organica e ben architettata.

Un’organizzazione dalle caratteristiche paramilitari, che sa usare armi ed esplosivi e riconduce ai sardi o a Cerignola per le modalità con cui entra in azione. Queste due delle piste che sta seguendo la Squadra Mobile di Modena, che indaga a tutto tondo dai primi istanti, insieme alla Scientifica di Modena e Bologna e alla Stradale, intervenute in A1 quando si scatena l’inferno, così come diversi vigili del fuoco arrivati da Modena e Bologna.

Il piano era stato architettato nei minimi dettagli per agguantare il bottino da due milioni e mezzo che il mezzo, assaltato all’altezza di San Cesario, stava trasportando da Modena a Bologna lunedì sera quando è entrato in scena un copione che molti hanno definito simile a quello di tanti film. Questa volta, però. era la realtà. —

S.A.

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