Gazzetta di Modena

Modena

Interrogazione di ascari (m5S) 

Taglio sezioni alle Ferraris, il caso arriva in Parlamento

L.G.

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«La scuola deve ripartire in sicurezza. È tempo di dire basta alle classi pollaio». Stefania Ascari, deputata modenese del Movimento 5 Stelle, riporta al centro il tema della scuola, e in particolare dei tagli alle sezioni previsti alle medie di via Divisione Acqui, e che potrebbero riguardare anche altri istituti della provincia di Modena, dal momento che gli iscritti alle elementari e alle medie sono in calo rispetto agli anni passati. Un caso esploso nelle scorse settimane con la denuncia del segretario provinciale della sigla della scuola della Cgil Claudio Riso, che ha auspicato che il calo degli studenti non porti ad un taglio delle sezioni, ma ad una redistribuzione degli alunni, in modo da evitare le “classi pollaio”.

La parlamentare modenese del Movimento 5 Stelle ha quindi presentato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. «Ho riportato l’attenzione del ministro sul caso della scuola media Ferraris - spiega Ascari - in cui dall’anno prossimo ci saranno otto prime al posto delle tradizionali nove. Una scelta che pare non tenere conto del Patto per la scuola - incalza la parlamentare del Movimento - e che darà vita ad accorpamenti di cui gli studenti farebbero volentieri a meno».

Ma il “caso Ferraris” non è isolato: «La situazione denunciata dai sindacati è paradossale - evidenzia la deputata pentastellata - perché si prevedono oltre cinquecento studenti in meno negli istituti provinciali di ogni ordine e grado, a fronte del calo demografico». La parlamentare modenese fa quindi notare che «le scuole andranno a perdere classi, e le rimanenti vedranno una presenza maggiore di due o tre alunni di media. Prendo a cuore il tema con i consiglieri modenesi del Movimento Andrea Giordani, Enrica Manenti e Giovanni Silingardi. Riprendo quindi la richiesta d’intervento avanzata dalla Cgil per chiedere risposte al ministro».

Una caso che nei giorni scorsi aveva portato il segretario della Flc-Cgil a far notare che «non dobbiamo dimenticarci che la questione delle Ferraris è solo la punta di un iceberg - queste le parole di Claudio Riso - sono tante le situazioni simili in tutta la provincia di Modena. Per poter cambiare la rotta in modo definitivo serve un intervento di tipo politico».

Secondo il segretario della sigla della scuola, dunque, «quello che ci si aspetta adesso allora è un’azione coerente da parte del Pd e degli altri partiti di maggioranza, affinché si facciano da portavoce e facciano pressioni, attraverso i loro rappresentanti in Parlamento, sulla necessità immediata di revisionare il Dpr 81/2009 alla luce di quanto scritto nel “Patto per la scuola” da poco siglato dai sindacati e dal ministro Bianchi, dove è chiara l’indicazione che si debba fare tutto il possibile per ridurre il numero di alunni per classe. Solo così potremo dire addio alle classi pollaio e contribuire al miglioramento della qualità e della sicurezza». —

L.G.



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