Terza condanna a Natale per la tentata estorsione da un milione di euro
SAN FELICE. Condanna confermata anche in Cassazione per Salvatore Natale che ha partecipato a una tentata estorsione da un milione di euro ai danni di una nota famiglia dell’Appennino. Il 55enne originario di Casal Di Principe era stato condannato a 2 anni e 10 mesi con rito abbreviato dal gup di Modena, in Appello aveva ottenuto una riduzione di pena e di fronte alla Cassazione ha tentato di rimettere in discussione il proprio ruolo. Ma il ricorso è stato rigettato e la condanna confermata. Natale ha infatti in primis tentato di mettere in discussione la credibilità del mandante dell’estorsione, l’ex marito della vittima: si è infatti appellato ad alcune incongruenze nella ricostruzione dei fatti e soprattutto alla loro conoscenza. Se per il mandante il primo incontro con Natale era del 2017 solo successivamente l’ha retrodatato al 2012. C’è poi l’ammissione del mandante (non suffragata dai fatti e neppure dal tono risoluto delle intercettazioni) di aver organizzato l’estorsione solo per spaventare l’ex moglie, non certo arrivando persino ad incendiare la macchina dello suocero. Nonostante ciò, secondo i giudici l’uomo va ritenuto attendibile e quindi attendibile è il coinvolgimento di Natale nel piano. Ricordano gli stessi giudici la ricerca del 55enne casalese, avvenuta a San Felice in modo spasmodico, chiedendo informazioni a più persone per individuare il domicilio dell’amico e chiedergli un supporto organizzativo. Nel gruppo d’azione c’era anche Emanuele Serlenga il cui ricorso contro la libertà vigilata è stato altrettanto respinto: esisteva un accordo, rispetto al quale sia il Serlenga che gli altri partecipi “avevano manifestato adesione, precisando il contenuto tanto degli atti potenzialmente intimidatori, quanto delle modalità esecutive del reato”. —
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