«È una spesa troppo alta Non ne capiamo la ragione»
Pinelli del comitato residenti: «Quei soldi dovrebbero servire per realizzare invece una metro di superficie senza sbarre, solo semafori»
«Molti residenti qui attorno al Parco Amendola percepiscono il progetto di un sottopasso in via Panni come un nonsense».
Alessandro Pinelli, presidente del comitato residenti e frequentatori del parco fotografa la situazione trasmettendo tutta la perplessità sul piano da parte di chi vive in zona. «Abbiamo fatto un sondaggio a livello di quartiere – spiega – ed è emerso che una netta maggioranza di persone fa fatica a capire perché si debbano spendere tanti soldi, si parla di 5 milioni, per un’opera che di fatto è il doppione di quella già realizzata 200 metri più a sud».
Il riferimento è sempre al sottopasso di Stradello San Giuliano e alla grande incompiuta che l’arteria rappresenta: «Stradello San Giuliano è stato allargato per diventare strada di scorrimento e scarico di via Panni – ricorda – secondo la condivisibile visione che aveva l’assessore Sitta di portare il traffico in una zona con meno case, mentre via Panni è congestionata. Il progetto dell’allargamento di Stradello San Giuliano nasce nel 2000 proprio riconoscendo la congestione che si era creata in via Panni, e la necessità di un’alternativa viaria. Il primo stralcio è stato inaugurato nel 2006, il secondo nel 2011: mancano 350 metri per completare l’arteria con lo sbocco sulla Giardini, ma da dieci anni è tutto incomprensibilmente fermo. E questa strada con tutti i crismi di sicurezza finisce in un campo».
Per Pinelli il sottopasso di via Panni alla fine sarà un danno anche per lo stesso Parco Amendola: «Per costruirlo bisognerà distruggere parte del parcheggio del parco, lì dove fanno il mercato biologico il venerdì. Si danneggia un’opera importante che porta la firma dell’architetto Leonardi e si toglie un servizio ai cittadini. È un controsenso: abbiamo questo gioiello che è il parco, dovremmo valorizzarlo e farlo conoscere, non certo intaccarlo. E poi dove passerà la gente durante i lavori? Per due anni almeno si creerà ulteriore congestione, proprio perché Stradello San Giuliano non è ancora completato e il traffico non può riversarsi da quella parte».
Ma Pinelli fa anche un discorso di fondo in prospettiva: «Spendere tutti questi soldi per un sottopasso che favorisca il passaggio delle auto vuol dire privilegiare la vecchia mobilità in automobile. Perché non si impiegano questi fondi invece per realizzare un’infrastruttura più leggera al posto del Gigetto? Il treno ha fatto i suoi tempi, adesso bisognerebbe guardare a una metro di superficie senza sbarre ma con semplici semafori, che faccia da collegamento tra il centro e questa straordinaria area verde che è il parco Amendola, ma anche con il centro Caritas e la Casa della Salute. Questa sì che sarebbe un’infrastruttura strategica». —
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