Gazzetta di Modena

Modena

scagionato il 20enne imputato 

«L’incendio di via Pace non merita un processo»

A.S.
«L’incendio di via Pace non merita un processo»

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L’incendio dell’8 febbraio 2020 in via della Pace è una vicenda minore che non merita neanche un processo. È un po’ questo il senso della decisione che ha portato ieri il giudice a disporre per il 20enne imputato il “non luogo a procedere per particolare tenuità del fatto”.

Niente di drammatico insomma, anche in considerazione delle intenzioni dell’imputato e della sua giovane età (19enne all’epoca). Già prima di questa decisione tranchant, l’accusa si era “sgonfiata” con l’accoglimento in mattinata della richiesta della difesa, rappresentata dall’avvocato Andrea Mattioli, di derubricare l’ipotesi di reato: da incendio doloso (che prevede pene dai 3 ai 7 anni) a danneggiamento (per cui si rischiano dai 6 mesi ai 2 anni).

Il fuoco danneggiò una recinzione cortiliva, una tapparella e un segnale stradale. Le indagini portarono alla segnalazione alla Procura di quattro ragazzi (due di Sassuolo, uno di Polinago e uno di Castellarano) tra cui il ventenne venne ritenuto colui che aveva appiccato le fiamme. «Niente del genere – si è difeso il ragazzo – mentre stavo parlando con gli amici mi sono acceso una sigaretta con un accendino che aveva la pietra focaia rotta, e le scintille hanno avuto un “effetto pioppo” sull’albero sopra, originando l’incendio». —

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